Carlos Tavares (Foto LaPresse)

Stellantis sospende le attività in Russia: rispettiamo sanzioni e tuteliamo dipendenti

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Stellantis sospende l’attività produttiva dello stabilimento di Kaluga, in Russia, “al fine di garantire il pieno rispetto di tutte le molteplici sanzioni e di tutelare i propri dipendenti”.

La decisione è stata presa “in seguito al quotidiano rafforzamento delle molteplici sanzioni e alle difficoltà logistiche riscontrate”, aggiunge Stellantis, ripreso da Ansa che in una nota “condanna la violenza e sostiene qualsiasi azione che possa riportare la pace”. Lo stop dello stabilimento russo era già stato annunciato dall’ad di Stellantis, Carlos Tavares, lo scorso 31 marzo al termine dell’incontro con i sindacati italiani

Carlos Tavares

Tavares di cui tra l’altro il presidente Macron ha criticato di recente lo stipendio. Come riporta QuiFinanza.it, negli ultimi giorni che precedono il secondo turno delle presidenziali francesi, il numero uno dell’Eliseo ha rivolto infatti una dura critica nei confronti di Carlos Tavares, Ceo del gruppo automobilistico di Stellantis, definendone “scioccante ed eccessivo” lo stipendio.


Macron ha parlato di “somma astronomica” riferendosi alla remunerazione percepita da Tavares nel 2021 e si è detto favorevole a un plafond per gli stipendi a livello comunitario europeo. “Bisogna condurre la battaglia a livello europeo perché ci siano remunerazioni che non possano essere esagerate”, ha dichiarato ai microfoni di France Info il Capo di Stato, candidato alla rielezione il 24 aprile.

Il presidente francese ha auspicato una governance per l’Europa “che renda le cose accettabili”. In caso contrario, la società “a un certo punto esploderà. La gente non può avere problemi di potere d’acquisto e vedere poi queste cifre. Siamo su numeri astronomici e senza inquadrarli in una forbice dobbiamo poter mettere un tetto. Se lo facciamo a livello europeo può funzionare”.

La parola più ripetuta nel discorso di Macron (qui potete scoprire quanto guadagna) sull’amministratore delegato di Stellantis è però una: “scioccante”. Secondo all’altra candidata dall’Eliseo, Marine Le Pen, è invece “ancora più scioccante che ci siano imprenditori che abbiano messo in difficoltà la loro azienda“. Per la leader conservatrice, “uno dei mezzi per attenuare queste remunerazioni sproporzionate rispetto alla vita economica sia forse di far entrare i dipendenti come azionisti”.

Dopo le performance eccezionali dello scorso anno, Tavares dovrebbe guadagnare a termine un totale di 19 milioni di euro per l’anno 2021 (qui trovate la classifica dei manager più ricchi d’Italia e del mondo). Una somma inedita rispetto ai manager che l’hanno preceduto, pari a 52.054 euro al giorno.

Parliamo di numeri che creano un autentico abisso con quelli dell’epoca ad esempio di Vittorio Valletta, numero uno della Fiat fino al 1966, che prendeva invece “soltanto” 12 volte più rispetto ai suoi lavoratori. Sergio Marchionne, per citare uno dei grandissimi simboli di Fca, è arrivato ad accumulare dalle 400 alle 2mila volte di più rispetto ai suoi operai.

Non si è fatta attendere la risposta di Stellantis al presidente francese (qui abbiamo parlato del fatturato milionario di Exor e Stellantis: tutte le fortune di Agnelli). Premettendo che “in linea di principio, un’azienda non si esprime in campo politico”, il gruppo automobilistico ha dichiarato, in parole povere, che Tavares i soldi che guadagna se li è meritati tutti. A dimostrarlo sarebbero i risultati: sotto la guida del dirigente portoghese, il gruppo Psa è passato in meno di 8 anni “da una situazione di quasi fallimento al rango di azienda leader nel suo settore su scala mondiale con Stellantis”.

Il gruppo nato dalla fusione Fca-Psa sottolinea in una nota di rappresentare “la terza casa automobilistica di maggior successo al mondo, che ha permesso di ridistribuire 1,9 miliardi di euro ai dipendenti, o addirittura agli azionisti”. La remunerazione di Carlos Tavares, variabile al 90% a seconda dei risultati dell’azienda e basata su criteri di performance, è di 19,1 milioni di euro, “inferiore ad esempio a quella di General Motors o Ford. E dovrebbe essere considerata in relazione alle dimensioni e alle prestazioni dell’azienda che sta guidando”.