Reed Hastings (Foto Ansa)

Netflix perde abbonati per la prima volta dal 2011 e apre alla pubblicità

Condividi

Per la società streaming pesano concorrenza, guerra e inflazione. E si fa strada l’idea di abbonamenti più economici con pubblicità

Netflix si ferma. Il gigante dello streaming ha perso 200 mila abbonati nei primi tre mesi dell’anno, e prevede di perderne altri due milioni nel trimestre in corso. Un annuncio shock che ha affondato il titolo a Wall Street, dove Netflix è arrivata a perdere il 40% del suo valore, bruciando 58 miliardi di capitalizzazione, influenzando anche le contrattazioni di Disney, titolare della rivale Disney+.

Le cause del calo

Netflix spiega la prima perdita di abbonati dal 2011 con l’aumento della concorrenza, l’adozione lenta della banda larga e delle smart tv, la condivisione delle password e fattori macroeconomici come l’aumento dell’inflazione e l’invasione dell’Ucraina. Con la guerra infatti la società ha sospeso il suo servizio in Russia con la conseguente perdita di 700 mila abbonamenti. “Senza questo impatto, avremmo avuto 500.000 clienti aggiuntivi” rispetto all’ultimo trimestre, ha rimarcato la società.

Netflix ha perso anche 600 mila abbonamenti negli Stati Uniti e in Canada a causa del recente aumento dei prezzi, mentre aumenti sono stati registrati in Giappone e in India.
Ora il servizio conta un totale di 221,6 milioni di abbonati rispetto ai 221,8 milioni dei tre mesi precedenti.

Rallentamento nei ricavi

Il numero delle sottoscrizioni non è l’unica nota dolente del bilancio: la società ha registrato anche ricavi e utile sotto le attese. I ricavi sono cresciuti del 10% a 7,87 miliardi di dollari, grazie in particolare all’aumento del numero di abbonati nell’arco di un anno (+6,7%) e all’aumento dei prezzi. L’utile è calato a 1,6 miliardi dagli 1,71 miliardi dello stesso peridio dell’anno precedente.

La crescita dei ricavi è “rallentata significativamente”, ha spiegato Netflix ammettendo che la crescita degli abbonamenti durante la pandemia aveva lasciato immaginare che il rallentamento del 2021 fosse dovuto solo alla fine del lockdown.

L’apertura agli abbonamenti con pubblicità

Netflix non è l’unico servizio di streaming a incontrare difficoltà. Disney+ sta valutando l’introduzione di sottoscrizioni a prezzi più contenuti e con la pubblicità.
La soluzione, fino a non molto tempo fa esclusa dalla società, potrebbe essere adottata anche da Netflix per arginare la fuga di abbonati. “Chi ha seguito Netflix sa che sono stato contrario alla complessità della pubblicità e un grande fan della semplicità dell’abbonamento”, avrebbe spiegato il ceo di Netflix Reed Hastings, citato da Reuters. “Ma, per quanto io sia un fan di questo, sono un fan più grande della scelta del consumatore”.
Se così fosse, rimarca il Wall Street Journal, per Netflix sarebbe una vera svolta dopo essersi a lungo presentata come un “paradiso senza pubblicità”.