Assange proteste (Foto LaPresse)

Assange: ok da corte Uk a estradizione negli Usa. Atteso via libera dal Governo

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Il dossier ora nelle mani della ministra degli Interni. Trasferimento più vicino per il fondatore di Wikileaks

Il giudice Paul Goldspring della Westminster Magistrates Court ha emesso un ordine formale per l’estradizione di Julian Assange negli Usa, dove il fondatore di Wikileaks dovrà affontare un processo per la pubblicazione nel 2010 di file segreti relativi alle guerre in Iraq e Afghanistan. Diciotto i capi di accusa a suo carico, tra cui, ricorda Reuters, la violazione della legge sullo spionaggio.

L’ordine dovrà ora essere firmato dalla ministra degli Interni, Priti Patel, che avrà fino a due mesi per decidere se confermare o rifiutare la richiesta. La decisione appare scontata se si pensa agli stretti rapporti di Londra con l’alleato americano. E’ infatti del tutto improbabile che possa negarla ad esempio per una questione relativa ai diritti umani.

La sentenza

L’ordine di estradizione nei confronti del fondatore di Wikileaks è stato emesso durante una breve udienza, durata solo sette minuti, dal giudice Paul Goldspring. “In parole povere, ho il dovere di inviare il caso al ministro per una decisione”, ha affermato il giudice Goldspring. Assange non era presente in aula ma collegato in videoconferenza dal carcere londinese di massima sicurezza di Belmarsh dove è rinchiuso da tre anni.
La difesa ha già annunciato che presenterà ricorso entro i termini stabiliti, che termineranno il 18 maggio.
Il 14 marzo la Corte Suprema, massimo organo giudiziario del Regno Unito, aveva dato il via libera all’estradizione respingendo il suo ricorso volto a impedirla e aveva incaricato Goldspring di emettere l’ordinanza.

Fuori dal tribunale di Westminster alcuni attivisti di Wikileaks hanno protestato chiedendo di non estradare l’attivista negli Usa.