Margrethe Vestager (Foto LaPresse)

Ue pronta a nuove regole per le big Tech su contenuti e pubblicità

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L’Unione europea è vicina all’accordo per l’approvazione finale del Digital Service Act (Dsa), il disegno di legge che punta a mettere ordine nel Far West digitale imponendo alle Big Tech maggiore responsabilità sui contenuti illegali o nocivi che circolano sulle loro piattaforme.

A quanto apprende Ansa, il compromesso politico tra le istituzioni comunitarie (Parlamento Ue, Consiglio Ue e Commissione europea) potrebbe essere raggiunto già domani, a poco più di tre mesi dall’avvio delle trattative. Il testo fa parte di un pacchetto più ampio proposto da Bruxelles per la prima volta nel dicembre 2020, che comprende anche il Digital Markets Act (Dma) per contrastare le pratiche sleali e l’abuso di posizione dominante delle Big Tech sui mercati digitali, che ha incassato l’approvazione finale il 24 marzo scorso.

“Ci siamo preparati per questo” accordo, “c’è una forte volontà politica” di raggiungerlo, ha detto la vicepresidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, intervenendo oggi al vertice AI e Tech della testata europea Politico, precisando che i co-legislatori arriveranno al round negoziale domani ancora con “alcune questioni aperte”.

Tra le novità principali in arrivo con il Dsa, dovrebbero rientrare il divieto di pubblicità mirata e di tecniche manipolative note come modelli oscuri che portano gli utenti a fare click involontariamente sui contenuti sul web. Previsto anche un meccanismo di emergenza per costringere le piattaforme a rivelare quali misure stanno adottando per contrastare la disinformazione o la propaganda in situazioni come quelle emerse con il Covid-19 e la guerra in Ucraina. I bambini poi saranno soggetti a nuove tutele con nuovi termini e tutele anche dalle piattaforme più popolari come Tik Tok. Per chi non rispetterà le nuove regole sono previste multe fino al 6% del fatturato globale.