Cibus 2022 torna ai livelli pre-pandemia: attesi 70 mila visitatori

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Presentato oggi a Milano il programma della 21° edizione di Cibus

Si prospetta un anno difficile per l’agroalimentare italiano, stretto tra inflazione e rischio di flessione dei consumi interni. Ma l’arrivo degli investimenti del PNRR e la continua crescita dell’export nelle geografie chiave possono consentire un ulteriore crescita del settore. L’edizione 2022 di Cibus costituisce la migliore occasione per affrontare queste tematiche direttamente con i rappresentanti della filiera. La “Fiera dei Territori”, che da quasi 40 anni celebra la capacità del Made in Italy Alimentare di crescere rispettando e valorizzando la propria tradizione, si terrà 3 al 6 maggio a Parma.

Tornano i buyer esteri a conferma di un export positivo

Migliaia di buyers esteri attendono di tornare nella Food Valley per implementare i propri assortimenti con prodotti Authentic Italian offerti dagli oltre 3.000 espositori presenti. Come riporta un comunicato stampa di Cibus, arriveranno circa 2.000 top buyer da Stati Uniti d’America, Europa, Medio Oriente, Sud America e Asean. Già registrati anche 50.000 operatori professionali italiani della Distribuzione e della Ristorazione, che a Cibus non solo incontrano tutti i loro fornitori in essere e potenziali, ma trovano idee e soluzioni per tutti i canali del food&beverage.

Ai top buyers italiani ed esteri è destinato il programma “Cibus destination”, visite guidate e percorsi tematici in fiera e sul territorio, dedicati a produzioni tipiche, territorialità, fuori casa e sostenibilità. In esposizione ci saranno circa mille nuovi prodotti che le aziende alimentari stanno immettendo nei mercati. L’export continua infatti a mandare segnali di forte ripresa, specie per quanto riguarda l’area extra UE che nel 2021 ha rappresentato il 42,6% delle esportazioni alimentari italiane. In particolare, il mercato USA ha registrato un aumento del 14,0% sull’anno precedente.

Industria, Agricoltura e Distribuzione si confrontano per gestire le problematiche di questo periodo

Nel corso della conferenza stampa per la presentazione di Cibus 2022 è intervenuto Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare, sottolineando l’importanza del food&beverage italiano: “Se c’è una cosa che gli ultimi anni ci hanno insegnato è l’importanza, data troppo spesso per scontata, del food&beverage. Internamente, il food&beverage rappresenta un vero e proprio vettore di coesione sociale, mentre se guardiamo all’export, le nostre eccellenze nel mondo continuano a rappresentare una fonte di ricchezza tramite la quale possiamo aiutare l’economia del Paese. E Cibus, come vetrina dei prodotti alimentari del Made in Italy deve ricordarci proprio questo: anche in condizioni difficili come quella che stiamo affrontando, è importante celebrare i nostri prodotti, farlo con buyer italiani ed esteri, ricordando il grande valore di ciò che produciamo in termini economici e in termini sociali”.

Sul ruolo di Cibus, Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, ha detto: “Cibus negli ultimi 2 anni non si è mai fermato: supportando il sourcing degli operatori esteri con MyBusinessCibus.com; organizzando CibusForum nel drammatico 2020, inaugurando la ripartenza delle fiere nel settembre 2021 e presidiando con un proprio padiglione Expo Dubai. Perché da 40 anni è questa la missione che condividiamo con Federalimentare: difendere l’Authentic Italian e supportare le nostre esportazioni. Cibus 2022 torna già ai livelli pre-pandemia per qualità e quantità di espositori, oltre 3.000, tutti rigorosamente italiani, e 70.000 visitatori attesi, rigorosamente professionali, di cui oltre il 10% esteri; dal 3 al 5 maggio ancora una volta tutto i mondo viene a vedere di persona il miracolo del Made in Italy alimentare attraverso le sue instancabili imprese e i loro meravigliosi territori”.

Per un elenco completo delle attività e dei convegni in fiera: https://www.cibus.it/progetti-speciali/ e https://www.cibus.it/convegni-2022/