Marco Damilano (Foto Ansa)

Rai, polemiche sull’accordo con Damilano. Si agita la Vigilanza

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Le cifre sull’accordo economico con l’ex direttore dell’Espresso fanno scattare i commissari FdI e Lega. Ma a Viale Mazzini, scrive Ansa, dicono che non sarà superato il tetto dei 240 mila euro

L’accordo tra Marco Damilano e Viale Mazzini per una striscia informativa quotidiana su Rai3 torna di nuovo al centro delle polemiche. Contestato dai giornalisti Rai al momento dell’annuncio – sia per la collocazione nel palinsesto serale, con la sovrapposizione con il Tg2, sia per la scelta di un esterno – il contratto finisce sotto la lente per il compenso economico.

Indiscrezioni di stampa e le voci da Viale Mazzini

Le indiscrezioni circolate, scrive il Fatto Quotidiano, parlano di un compenso da 2 mila euro a puntata per l’ex direttore dell’Espresso, per un totale mensile di 50 mila euro. Per quanto riguarda l’inquadramento professionale, scrive ancora il giornale, si tratterebbe di un contratto quadro che prevede anche altri impieghi giornalistici per Damilano.
Da Viale Mazzini, secondo quanto riporta Ansa, avrebbero smentito le cifre circolate. Il contratto, scrive l’agenzia, avrebbe un compenso annuale inferiore al tetto dei 240 mila euro lordi. Sarebbero quindi da ritenere infondate le cifre superiori

Il caso in Vigilanza

Ipotetiche o meno, le voci sono bastate per far scattare i commissari della Vigilanza. Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia ha presentato un quesito per l’ad Carlo Fuortes con i dettagli della collaborazione.
Anche gli esponenti leghisti hanno detto la loro. In una nota i senatori Giorgio Maria Bergesio, Umberto Fusco, Simona Pergreffi si sono chiesti si “il paventato aumento del canone Rai servirà per sostenere l’ingaggio spropositato di Marco Damilano?”.
“Non si spiega altrimenti, hanno continuato polemici, l’incoerenza dell’ad Fuortes, che in Commissione definiva l’aumento del canone una misura consona e auspicabile per sostenere le casse di Viale Mazzini ma intanto sceglie di strapagare un giornalista esterno invece di valorizzare risorse interne all’azienda. Riteniamo assolutamente inconcepibile la scelta della Rai di ingaggiare a peso d’oro Marco Damilano, con un contratto di circa 50 mila euro al mese per uno spazio televisivo di soli 10 minuti. In questo periodo di difficoltà per i cittadini, l’aumento del canone Rai sarebbe certamente un ulteriore aggravio e motivarlo con la volontà testarda di assumere Damilano sarebbe un vero e proprio schiaffo. Per la Lega questa decisione è completamente fuori luogo e chiederemo chiarimenti in Parlamento”.