Sergio Mattarella (foto Ansa)

25 aprile, appello di Mattarella: fermare la guerra con determinazione

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Appello alla pace, mai come oggi così urgente, e un forte parallelismo con la guerra in Ucraina. Sono in sintesi alcuni dei punti toccati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso da Acerra, per il 25 aprile.
Dopo l’omaggio all’Altare della Patria, le celebrazioni per la Festa della Liberazione, tornate in presenza dopo 2 anni, hanno portato il capo dello Stato nella cittadina in provincia di Napoli che, nell’ottobre del 1943, fu teatro della rappresaglia delle truppe naziste in fuga dall’Italia meridionale, costata la vita ad almeno 90 persone.

Resistenza momento unitario

“Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che – in ogni parte d’Italia – perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione democratica è nata dal loro sacrificio”, ha esordito Mattarella, sottolienando il valore unitario che la Resistenza ha nella storia d’Italia.

L'intervento di Sergio Mattarella da Acerra (Foto Ansa)
L’intervento di Sergio Mattarella da Acerra (Foto Ansa)

‘Bella ciao’ per l’Ucraina

Le prime parole di ‘Bella ciao’ sono state poi lo spunto per parlare della guerra in ucraina.
“Nelle prime ore del 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate russe avevano invaso l’Ucraina, entrando nel suo territorio. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe. E, pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole”, ha detto poi.

Mattarella: “feramere guerra con determinazione”

“Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei. Avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa tragicamente estendersi. Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla; perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente ove sia minacciata o conculcata”.