Mattarella: informazione libera e indipendente è pilastro delle democrazie

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Dal Consiglio d’Europa, il presidente della Repubblica ha richiamato alla necessità di un lavoro comune per arrivare alla pace

Impegno a Strasburgo per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnato in un discorso al Consiglio d’Europa, nel suo primo viaggio all’estero dopo la rielezione di febbraio.
“Il Consiglio d’Europa ha sempre avuto la vocazione a essere la “casa comune europea” e ha saputo svilupparla nei decenni che hanno fatto seguito alla sua istituzione”, ha esordito Mattarella che ha definito l’istituzione figlia “di quella spinta al multilateralismo che caratterizzò gli anni successivi al Secondo conflitto mondiale, insieme al sistema delle Nazioni Unite”.

“Una spinta basata su una considerazione elementare: la collaborazione riduce la contrapposizione, contrasta la conflittualità, aumentando le possibilità di composizione positiva delle vertenze”, ha specificato in un lungo discorso che ha avuto nei riferimenti alla guerra in Ucraina e nel richiamo a un’azione di pace i passaggi chiave.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Strasburgo (foto Ansa)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Strasburgo (foto Ansa)

Pace “frutto della volontà degli uomini”

“Costruire una pace duratura è stato un processo lento e graduale”, ha detto, guardando alle situazioni di crisi sventate del secolo scorso e ripercorrendo le tappe che hanno portato all’allargamento del Consiglio d’Europa.
“La pace, ha continuato, è frutto del paziente e inarrestabile fluire dello spirito e della pratica di collaborazione tra i popoli, della capacità di passare dallo scontro e dalla corsa agli armamenti, al dialogo, al controllo e alla riduzione bilanciata delle armi di aggressione. “E’ una costruzione laboriosa, fatta di comportamenti e di scelte coerenti e continuative, non di un atto isolato”.

Un richiamo che è sempre valido, soprattutto perchè, ha evidenziato Mattarella “il registro della storia ci ricorda come stabilità e pace non siano garantite una volta per sempre”.
“La pace non si impone automaticamente, da sola, ma è frutto della volontà degli uomini”, ha aggiunto, arrivando all’Ucraina e a quello che definisce “l’incubo – inatteso perché imprevedibile – della guerra nel nostro Continente”.

“L’aggressione della Russia sollecita ancor di più la spinta all’unità dei Paesi e popoli europei che credono nella pace, nella democrazia, nel rispetto del diritto internazionale e nello Stato di diritto”.

Il Consiglio Ue (foto Ansa)
Il Consiglio Ue (foto Ansa)

Responsabilità non del popolo russo

“La Federazione Russa, con l’atroce invasione dell’Ucraina, ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle”, ha aggiunto, facendo ricadere le responsabilità del conflitto al Governo della Federazione Russa, “non sul popolo russo”.

“Imperialismo e neo-colonialismo non hanno più diritto di esistere nel terzo millennio”, ha spiegato ancora Mattarella, rimarcando: “non è più il tempo di una visione tardo-ottocentesca, e poi stalinista, che immagina una gerarchia tra le nazioni a vantaggio di quella militarmente più forte. Non è più il tempo di Paesi che pretendano di dominarne altri”.

“In un mondo sempre più interconnesso, nel quale sono sostanzialmente venute meno le distanze, in cui ciascuna persona può comunicare, e sovente comunica, in tempo reale, con interlocutori in ogni parte del mondo, non c’è posto, è anacronistico parlare di sfere di influenza territoriali”, ha chiosato.

Pace responsabilità della comunità internazionale

“La guerra è un mostro vorace, mai sazio. La tentazione di moltiplicare i conflitti è sullo sfondo dell’avventura bellicista intrapresa da Mosca”, ha proseguito. “La devastazione apportata alle regole della comunità internazionale potrebbe propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermare subito questa deriva. Dobbiamo saper scongiurare il pericolo dell’accrescersi di avventure belliche di cui, l’esperienza insegna, sarebbe poi difficile contenere i confini.

Serve dunque una “decisa volontà della pace”, ha specificato, rimarcando che la sicurezza “non può essere affidata a rapporti bilaterali – Mosca versus Kiiv -. Tanto più se questo avviene tra diseguali, tra Stati grandi e Stati più piccoli”. “Garantire la sicurezza e la pace è responsabilità dell’intera comunità internazionale. Questa, tutta intera, può e deve essere la garante di una nuova pace”.

Libertà d’informazione è pilastro fondamentale

“L’informazione libera e indipendente è un pilastro fondamentale delle democrazie, per costruirle, per farle vivere e rimanere autentiche”. Ha detto ancora Mattarella in risposta a una domanda del parlamentare italiano Roberto Rampi (Pd). “La libertà d’informazione e i diritti che questa comporta sono elementi essenziali anche per una cittadinanza consapevole, attiva, che sia capace nella sua libertà di una cultura del confronto, dello scambio di opinioni, della libera circolazione e discussioni delle idee, dell’approfondimento”, ha aggiunto Mattarella. Infine la libertà d’informazione “è una cartina di tornasole per misurare l’autenticità dell’impegno dei vari paesi ai principi democratici e lo stato di diritto”,