L'assemblea dei soci di Generali

Generali alla resa dei conti. Vince la lista del Cda uscente

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Prevale con il 55,9% la lista sostenuta da Mediobanca che propone Sironi presidente e la riconferma di Donnet group ceo. Dalla lista Caltagirone 3 consiglieri

Per Generali è arrivata l’ora X dell’assemblea dei soci. All’appuntamento ha presenziato il 70,73% del capitale, pari a 1,122 miliardi di azioni. Un’affluenza molto alta, che certifica quanto l’appuntamento per il rinnovo del board fosse atteso, soprattutto dopo gli scontri e i confronti che nelle scorse settimane hanno accompagnato la presentazione delle liste dei candidati consiglieri.

Gabriele Galatieri di Genola
Gabriele Galatieri di Genola, presidente

Alla lista del Cda il 55,9% dei voti

A sfidarsi la lista del Cda uscente, sostenuta da Mediobanca che propone Andrea Sironi presidente e Philippe Donnet come group ceo, la lista della VM 2006 di Francesco Gaetano Caltagirone, che conta sul sostegno dalla Delfin di Leonardo Del Vecchio, di Fondazione Crt e di Benetton, con Claudio Costamagna e Luciano Cirinà presidente e ad e il piano ‘Awakening The Lion’. Dai fondi e dalle Sgr sotto l’egida di Assogestioni una lista di minoranza.

L’assemblea ha votato a favore del cda uscente con il 55,992% del capitale presente in assemblea. Per la lista Caltagirone si è espresso il 41,73% del capitale presente. Per Assogestioni ha votato il 1,929%.
Sul totale, la lista del cda uscente ha ottenuto il favore del 39,2% del capitale di Generali staccando di quasi 10 punti percentuali i voti favorevoli alla lista del gruppo Caltagirone pari al 29,4% del capitale.

Il nuovo board

Come deliberato dall’assemblea odierna (57,715%), il nuovo Cda sarà composto da 13 memebri: dalla lista del cda saranno tratti 10 consiglieri, tre da quella presentata da Caltagirone. Nessun rappresentante per Assogestioni, la cui lista ha raccolto meno del 5%.
Accanto a Sironi e Donnet, entrano in Cda: Clemente Rebecchini, Diva Moriani, Luisa Torchia, Alessia Falsarone, Lorenzo Pellicioli, Clara Furse, Umberto Malesci, Antonella Mei-Pochtler, tratti dalla lista del cda; Francesco Gaetano Caltagirone, Marina Brogi e Flavio Cattaneo, tratti dalla lista Caltagirone.

Philippe Donnet
Philippe Donnet

Donnet: testimonianza di fiducia

“La maggioranza si è espressa con chiarezza e senza alcuna ambiguità per il cda proposto dal consiglio di amministrazione uscente. E’ una testimonianza di fiducia nel nostro team management e nel nostro piano”, il primo commento del ceo Donnet, alla terza riconferma.
“Tutti insieme possiamo lavorare con determinazione e serenità nella stessa direzione che è quello di perseguire l’interesse di tutti gli stakeholder”, ha aggiunto, ringraziando per la fiducia i soci. “Guidare una società che ha 190 anni di vita vuol dire avere responsabilità che vanno oltre l’orizzonte di questo mandato”, ha sottolineato. Per aggiungere: “visione di lungo termine del gruppo, è un aspetto fondamentale della nostra attività di assicuratore e investitore istituzionale”.

Le altre delibere

Oltre al voto sul numero dei componenti del Cda, l’assemblea si è espressa sul bilancio, approvato con l’85,021% del capitale, 0,06% i contrari, 14,7% gli astenuti; dal 98,93% è arrivato il sì al dividendo (0,4% i contrari e 0,48% gli astenuti).
Via libera alla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti dal 68,44% del capitale di Generali. Si è espresso con voto contrario il 16,286% e si è astenuto il 15,146%.

Caltagirone: con noi i soci italiani di Generali

“Sono convinto che Generali possa essere migliore e possa crescere molto. Per questo il mio gruppo ha presentato una lista che ha avuto il 42% dei voti, tutti gli italiani sono con noi senza eccezioni e sono tutti soci stabili. Soci che vogliono che Generali rimanga una società radicata in Italia e legata all’Italia”. Così Francesco Gaetano Caltagirone. “Chi è socio stabile vuole che insieme al grano che si semina ad ottobre e si raccoglie a giugno, si pianti l’albero che darà frutto negli anni”.

Francesco Gaetano Caltagirone (Foto Ansa)
Francesco Gaetano Caltagirone (Foto Ansa)

“Sono mancati i voti dei soci stranieri più lontani dalla realtà italiana, che credo non abbiano pienamente percepito quanto sia necessario il cambiamento per una società forte a lungo termine che deve rimontare le posizioni perse negli ultimi venti anni”, ha aggiunto. “Fin quando lo riterrò ragionevole, continuerò a operare perché il cambiamento avvenga”. “Parte del risultato, ha chiosato, sarà comunque conseguito perché un consiglio di amministrazione eletto dal 55% dei voti non potrà non tenere conto dell’altro 45%”.