Beppe Grillo: salario minimo e settimana a 4 giorni. Se non ora quando?

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“In assenza di un salario minimo e di una contrattazione sindacale efficace per tutti, questa situazione non cambierà, anzi peggiorerà. Con l’inflazione crescente, è ancora più urgente fissare un salario minimo a non meno di 9 euro l’ora”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog ripreso da Adnkronos. In un lungo post, il garante del M5S punta il dito contro “la crescente disuguaglianza” che “ha reso ancora più arrabbiati i lavoratori” e la “ricchezza del pianeta” che “si è concentrata in poche persone: una cinquantina di persone o meno, detengono la ricchezza di 3,5 miliardi di persone”.

“È tempo di pensare che, soprattutto dopo il Covid, e con i processi di digitalizzazione in corso, il mercato del lavoro subirà trasformazioni ancora più radicali. In molte aziende l’avvento dello smart working si è affermato come una delle forme di lavoro normali, spesso anche più efficace in termini di produttività, con benefici enormi sull’ambiente, sull’inquinamento, sullo stress da lavoro correlato, sul risparmio energetico, e sul ripopolamento di piccoli centri a vantaggio di città che oggi sono invivibili e super trafficate. Inoltre gli aumenti di produttività devono essere distribuiti anche con una riduzione dei tempi di lavoro a parità di salario ed una migliore conciliazione del tempo libero che aumenti il benessere”, scrive Grillo.

“In Italia non si riducono gli orari di lavoro dagli anni 70, nonostante il forte progresso tecnologico raggiunto. Ed abbiamo tanti casi sperimentali nel mondo che indicano che la riduzione degli orari di lavoro e la settimana corta su 4 giorni, sono alla base non solo di una maggiore performance nell’azienda ma anche di maggiore benessere, di incrementi di natalità, e di incrementi di occupazione. Cambiare è possibile. Se non ora quando?”, conclude Grillo.