Metsola: a democrazia serve stampa libera e forte. Da Ue sostegno a giornalisti

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In occasione della giornata mondiale per la libertà di Stampa, il parlamento Ue ribadisce il suo sostegno per i giornalisti

“Il Parlamento Europeo ha sempre cercato di sostenere il giornalismo all’interno dell’Ue e oltre”. E’ il messaggio con cui Roberta Metsola, presidente dell’Eurocamera, ha aperto la sessione odierna in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa.

“Una forte democrazia ha bisogno di una stampa libera e forte: sono orgogliosa che questo Parlamento unisca i fatti alle parole”, ha aggiunto Metsola, che fin dal discorso del suo insediamento ha mostrato attenzione per i temi legati alla stampa e ai rischi della disinformazione.
“La nostra posizione sarà sempre al fianco della verità e di chi cerca la verità. Non dovrebbero spendere tempo e denaro per combattere contro procedimenti penali che cercano di ostacolare il loro lavoro”, ha spiegato.
Ribadendo: “i giornalisti non dovrebbero mai dover scegliere tra lo scoprire la verità e il restare in vita, non dovrebbero mai dover essere obbligati a passare anni e a utilizzare il loro denaro per contrastare le cause temerarie nei loro confronti.

Il premio Daphne Caruana Galizia

La giornata mondiale della libertà di stampa è anche l’occasione che Metsola ha scelto per lanciare la seconda edizione del premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo, “un premio che prende il nome dopo l’uccisione di una giornalista che aveva detto la vertià”, ha ricordato. “Nel suo ricordo sosteniamo coloro che promuovono e difendono i valori europei fondamentali e vogliono garantire la verità attraverso un giornalismo di eccellenza”, ha specificato.

L’impegno contro le querele bavaglio

“L’Ue non ha mai fatto tanto per proteggere la libertà dei media e il ruolo del Parlamento Europeo è stato ed è fondamentale”, ha commentato Vera Jourova, vicepresidente della Commissione per i Valori e la Trasparenza Jourova, intervenendo al Parlamento Europeo.
Jourova ha ricordato la recente presentazione delle norme contro le cause temerarie nei confronti dei giornalisti. “Queste procedure sono spesso iniziate da enti o individui potenti, gli obiettivi di solito no”. “Ho parlato con i ministri della Giustizia e solo alcuni di loro hanno compreso pienamente perché dobbiamo agire” contro le cause temerarie, le cosiddette Slapp. “Non voglio fare una critica, voglio semplicemente dire che questo è qualcosa di nuovo anche per molti di loro e richiederà molto lavoro non solo per convincerli a dire di sì a questa direttiva transfrontaliera, cioè che riguarda le cause transfrontaliere che sono sempre più costose e complesse, ma anche per convincerli ad affrontare la questione delle cause interne”.

Vera Jourova (Foto Ansa)
Vera Jourova (Foto Ansa)

“L’argomentazione portata dai ministri è quella di una necessità di equilibrare e garantire l’accesso al tribunale per tutti: anche chi è ricco e potente ha diritto di adire una Corte se si scontra in comportamenti scorretti di giornalisti e difensori dei diritti umani. Questo può avvenire”, ha spiegato Jourova. “E’ un esercizio anche esplorativo che facciamo, non è stato facile arrivarci e non sarà facile arrivare alla adozione” della direttiva. “Io ho promesso ai ministri della Giustizia che equilibreremo questi diritti. Il testo della normativa già illustra il nostro tentativo di cercare il giusto equilibrio”, ha aggiunto.

Al lavoro sul ‘Media Freedom Act’

Ringraziando i giornalisti che lavorano in Ucraina, “che ci mostrano quella che la Russia non vuole che si veda”, Jourova ha annunciato che la Commissione Europea “sta preparando il Media Freedom Act, che prevede per la prima volta di istituire per la legge in Ue standard comuni per proteggere il pluralismo e l’indipendenza editoriale dei media”.