Sergio Mattarella (foto Ansa)

Mattarella: libertà di stampa termometro della democrazia di un Paese

Condividi

“La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese”.
Lo sostiene il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa e Giornata della memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo.

“Ce lo insegnano in questi giorni i drammatici avvenimenti della guerra in Ucraina”, scrive il Capo dello Stato, convinto che sia “compito della comunità internazionale ai vari livelli rendere effettivi questi diritti”.

Mattarella: 24 uccisi nel 2021

Mattarella ha ricordato i 24 cronisti che nel 2021 sono stati uccisi e i 500 imprigionati. “Un bilancio purtroppo drammatico”, lo definisce, non nascondendo il timore che il dato sia “destinato a salire con la guerra di aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, attualmente in corso”.

Anche per loro Mattarella richiama l’attenzione della comunità internazionale. “Si tratta di un prezzo altissimo pagato da chi è chiamato a onorare con coerenza la professione: essere testimoni di verità, attraverso le parole, le immagini. Testimoni che hanno talvolta pagato con la loro vita l’esposizione dei fatti, spesso scomodi per i poteri costituiti, dando voce al pluralismo vitale della società, senza il quale saremmo tutti più poveri e meno liberi. Testimoni di libertà che – conclude il capo dello Stato – hanno voluto rendere effettiva quella di espressione, coscienti di come una cittadinanza consapevole, attiva, capace di confrontarsi e approfondire, passa attraverso il loro servizio”.

Il pensiero del Papa per i giornalisti morti

Nel primo trimestre 2022 calano le minacce

Anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha messo in risalto il legame tra democrazia e stampa. “Tutelare la libertà di stampa è fondamentale per la nostra vita democratica. Quando viene violata a farne le spese sono non solo i giornalisti ma tutti i cittadini a cui deve essere sempre garantita una adeguata e corretta informazione”, ha spiegato.
Lamorgese ha ricordato “l’impegno comune del ministero dell’Interno e di tutte le componenti del mondo dell’informazione per contrastare efficacemente il fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, al fianco di tutti quelli che svolgono la propria attività con coraggio e determinazione in contesti ambientali estremamente difficili, nei quali il loro impegno quotidiano è essenziale per far maturare una forte coscienza civile”.

I numeri del Viminale raccontano che nel primo trimestre del 2022 sono stati registrati 44 atti intimidatori nei confronti di giornalisti, in calo rispetto ai 63 dello stesso periodo del 2021. Il 27% delle intimidazioni avviene via web, nella maggior parte tramite i social.