La sostenibilità è priorità per i ceo ma mancanza dati crea ostacoli

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La sostenibilità è un aspetto sempre più importante nelle agende di tutte le aziende e i ceo la riconoscono come un imperativo e motore di crescita. Ma mentre affrontano pressioni da parte dei consigli di amministrazione e degli investitori, la mancanza di dati affidabili ostacola la loro capacità di agire. E’ quanto emerge da un nuovo studio Ibm, dal titolo ‘Own your path: Practical pathways to transformational sustainability’, che ha coinvolto più di 3.000 amministratori delegati in tutto il mondo, di cui 90 in Italia. Lo studio – riporta Adnkronos – ha messo in luce che quasi la metà degli intervistati considera la sostenibilità una priorità assoluta per la sua organizzazione, dato in aumento del 37% rispetto al 2021.

Tuttavia, più della metà (51%) cita la sostenibilità come una delle sue più grandi sfide nei prossimi due o tre anni e evidenzia come principali ostacoli la mancanza di dati, un Roi poco chiaro e alcune barriere tecnologiche. Mentre il 95% dei ceo riferisce di essere almeno in una fase pilota, solo un quarto (23%) afferma di implementare strategie di sostenibilità in tutta l’organizzazione. “Ci troviamo ad operare in uno dei periodi più complessi degli ultimi decenni, ove guerra, inflazione, la mancanza di competenze e la crisi sanitaria dovuta al Covid-19 stanno moltiplicando ostacoli e freni alla crescita. Eppure non è il momento di distogliere l’attenzione dalla sostenibilità”, afferma John Granger, senior vice president, Ibm Consulting.

“Nonostante le sfide, i ceo devono rifocalizzare le loro priorità. Molti non riconoscono come dati e tecnologia possano colmare il divario che esiste tra la strategia e la sua esecuzione”. Anche in Italia più della metà (57%) dei ceo italiani che la sostenibilità è una delle sue più grandi sfide, rispetto al 29% del 2021, e sente la pressione più forte da parte del consiglio di amministrazione (79%) e dagli investitori (67%). La maggior parte (63%) riconosce la responsabilità dell’impatto che hanno le aziende sull’ambiente, e dichiara che la loro azienda ha completato alcuni (48%) o tutti gli aspetti (32%) della propria strategia di sostenibilità.