Djokovic (Foto LaPresse)

Djokovic: ok le tv ma le programmazioni dei tornei vanno cambiate

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Dopo il tedesco Alexandr Zverev al Master 1000 di Madrid è la volta del serbo Novak Djokovic agli Internazionali Bnl d’Italia. Il n. 1 del mondo, dopo aver superato al secondo turno (il primo per lui) il russo Aslan Karatsev con il punteggio di 6/3 6/2, nella conferenza stampa al Foro Italico si è schierato dalla parte del collega tedesco: le sessioni serali rischiano di falsare i risultati finali di un torneo, soprattutto nelle ultime giornate. Zverev si era infatti lamentato dopo la finale persa contro lo spagnolo Carlos Alcaraz. “Due giorni fa, dopo i quarti, sono andato a letto alle 4 di notte, dopo la semifinale addirittura alle 5.20”, aveva tuonato il tedesco nella capitale spagnola dove è poi dovuto scendere in campo, per la finale, alle ore 18,30 della domenica mentre il suo avversario Alcaraz aveva terminato la sua semifinale (vinta proprio contro Djokovic) all’ora di cena.


“Sono d’accordo con Zverev”, ha detto Novak Djokovic, “capisco le esigenze degli organizzatori dei tornei che prevedono la doppia sessione, pomeridiana e serale, sia per vendere un maggior numero di biglietti sia per i diritti televisivi. Comprendo anche le esigenze delle tv. Però, soprattutto nelle fasi finali di un torneo, si rischiano episodi come quello che è accaduto a Zverev a Madrid. È difficile cambiare consuetudini radicate da anni nei tornei. Se ne dovrebbe parlare all’interno del Council dell’Atp ma io ci sono stato dieci anni e sei da rappresentate dei giocatori però non sono riuscito a ottenere nulla. Dovremmo iniziare concretamente a parlarne oggi per sperare di ottenere qualcosa per la il prossimo anno perché discuterne quando stiamo già disputando i tornei non serve a nulla”.