Nella foto, Roberto Arditti, Vito Cozzoli, Fabiana Dadone, Antonio Rossi, Anželika Savrajuk, e Angelo Binaghi

I giovani e lo sport: un progetto tutto da scrivere

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I giovani e lo sport. È stato questo il tema dell’incontro che si è tenuto al Parco del Foro Italico nell’ambito dell’iniziativa ‘Vita da Campioni’ presso WeSportUp, dal nome dell’acceleratore di startup promosso da Cdp Venture Capital e Sport e Salute con i gestori Startupbootcamp e Wylab. Tra i relatori il presidente e ad di Sport e Salute Vito Cozzoli, il presidente della federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, la ministra Fabiana Dadone insieme agli atleti Anželika Savrajuk, campionessa del mondo di ginnastica ritmica, oro a Londra 2012 e Antonio Rossi, attualmente sottosegretario allo sport della Regione Lombardia, la cui storia olimpica nella canoa racconta di 5 medaglie di cui 3 ori. A moderare l’incontro Roberto Arditti, direttore editoriale del portale Formiche.

“Insieme a Renato Di Napoli, presidente della Federazione Tennistavolo, stiamo aumentando da tempo le risorse a disposizione dei giovani”, ha esordito Angelo Binaghi, “il futuro del tennis sarà la scuola per aumentare la domanda, ma deve crescere anche l’offerta perché in ogni comune vorremmo ci fosse un campo da padel e uno da tennis. I nostri investimenti futuri saranno sui giovani e sull’impiantistica a loro dedicata”.

I numeri dell’Istat sono a due facce. Se nella fascia d’età 18-25 anni il 54% fa sport, rispetto al 21,4% della popolazione totale, e il 25% fa solo attività fisica, rimane però un 21% di sedentari (con un -13,4% della popolazione totale), oltre a un 19% di giovani in sovrappeso (-27% rispetto alla popolazione totale). Non solo. L’obesità infantile è più grave al Sud Italia e nelle periferie.
“L’Italia è il quinto paese più sedentario d’Europa”, ha aggiunto Cozzoli. “I giovani devono vedere nello sport anche una risorsa culturale, sociale e formativa”.

Bando da 12 milioni

I progetti in cantiere sono diversi. “Abbiamo un bando di 12 milioni di euro per creare spazi civici, 100 posti sul territorio nei quali i giovani potranno fare non solo sport, e non solo sport tradizionali ma pure esports, ma anche musica, arte e teatro”, ha dichiarato Dadone. “Nel nostro paese ci sono anche tre milioni di ragazzi inattivi. Per questo Networking Tour è un piano che prevede un camion che vada nelle piazze a raccontare loro quali siano le prospettive che gli illustreranno sia campioni sportivi che musicisti”.

“I giovani tendono a cambiare spesso e subito sport perché hanno la pressione del risultato invece bisogna capire che bisogna procedere step by step”, ha detto Rossi, “ci sono anche sport per i giovani che aiutano in altre discipline come il nuoto e l’atletica”.
“Noi ginnaste iniziamo molto presto”, ha concluso Savrajuk, “io ho cominciato a 7 anni, ma altre anche a 3, e i primi risultati sono arrivati a 17. Da piccoli si entra in palestra non per vincere una medaglia olimpica ma perché ci si appassiona a uno sport”. E In questo giocano un ruolo fondamentale anche e soprattutto le famiglie dei giovani e la comunicazione a loro rivolta.