La guerra in Ucraina domina le pagine social dei quotidiani. Top 10 account

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La classifica dei Top 10 social account sulle conversazioni sulla guerra Russo – Ucraina vede le pagine social delle principali testate generaliste di news dominare il ranking. Gli argomenti di grande rilevanza politica e informativa vedono prevalere le fonti influenti.

Il commento di Sensemakers.

Best in class è Fanpage.it, che dall’inizio della guerra ha raggiunto 17 milioni di interazioni con la pubblicazione di 482 contenuti sul tema. Il post più performante, pubblicato su Instagram, racconta la storia di un soldato russo accolto da alcune donne ucraine dopo essersi arreso.

A seguire il Corriere della Sera, staccato di sette milioni di interazioni da Fanpage.it, a parità di contenuti pubblicati (Fanpage.it supera il Corriere nella quantità di post pubblicati su Facebook, mentre il Corriere supera Fanpage.it su Instagram). Il post che ottiene i livelli più alti di engagement è un post di “informazione” sull’inizio del conflitto e sulle modalità in cui è avvenuta l’invasione dell’Ucraina, pubblicato il 24 febbraio su Instagram.

Livelli simili di pubblicazione e di engagement sono stati raggiunti da La Repubblica, con quasi 10 milioni di interazioni nel periodo analizzato. I contenuti pubblicati vedono l’alternarsi di storie di cronaca e post informativi, ma il post più apprezzato dall’audience social parla del gesto di “ribellione” di alcuni cittadini russi scesi in piazza a San Pietroburgo il 24 febbraio per manifestare contro la guerra

L’ecosistema social di Sky si posiziona ai piedi del podio social, prima con gli account del polo informativo di Sky TG24, che condivide prevalentemente news sull’andamento del conflitto, e in seconda battuta con le pagine social di Sky Sport, che illumina il focus sulla guerra nel mondo dello sport, con notizie parole e gesti di atleti e team.

Si può inoltre osservare che tre posizioni su dieci sono occupate da giornalisti, con Lorenzo Tosa a raccogliere 3,3 milioni di interazioni sul tema, di poco davanti ad Andrea Scanzi, ma con un numero inferiore di contenuti pubblicati. Altro nome nella Top 10 è quello di Roberto Saviano.
Analizzando i loro contenuti, si può notare anche in questo caso l’alternanza di storie di cronaca e post informativi, ma i più performanti riguardano in tutti e tre i casi prese di posizione di personaggi pubblici sul conflitto: per Tosa un post che riporta le parole di Luciana Littizzetto in una delle sue “lettere” a “Che Tempo che Fa”; per Scanzi un post di apprezzamento nei confronti di Ekaterina Gamova, una delle più grandi pallavoliste russe, che ha condiviso sui social delle parole di denuncia nei confronti del suo paese; per Roberto Saviano, il videomessaggio di Schwarzenegger rivolto ai russi e in particolare ai soldati al fronte, per informarli delle reali motivazioni dell’invasione dell’Ucraina.

Best performing post

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Il ranking dei best performing post riporta i tre top contenuti, divisi per piattaforma, sul conflitto e mostra una distribuzione variegata dell’engagement a seconda della piattaforma in analisi. Su Facebook due contenuti su tre riprendono le “lettere” di Luciana Littizzetto, nel primo post (pubblicato da Tosa e già citato in precedenza) il destinatario è il creatore, mentre il secondo, condiviso da Che Tempo che Fa, è indirizzato ai soldati russi.

Nella top 3 di Instagram vediamo invece in testa Giorgio Chiellini, grazie a un post condiviso su Instagram il 24 febbraio in cui il calciatore manifesta la sua preoccupazione in seguito allo scoppio del conflitto.
In seconda posizione il video, diventato virale, di Anonymus che minaccia un attacco hacker alla Russia di Putin, ripostato da SkyTG24. Infine, in terza posizione un post informativo di Webboh (la community di riferimento della generazione Z) pubblicato anche questo il 24 febbraio, a inizio conflitto.

Su Twitter i contenuti più ingaggianti sono rispettivamente di “Che Tempo che Fa”, di Barbascura e di Stefano Bonaccini.

Il ranking di YouTube vede Vittorio Sgarbi protagonista dei primi due contenuti video. Nel primo il critico d’arte contesta la reazione della comunità internazionale nei confronti della Russia, in un video pubblicato dall’account di La7 Attualità, mentre il secondo, pubblicato da TgCom24, riprende la lite con Mughini durante il “Maurizio Costanzo Show” in merito alle implicazioni della guerra nel mondo dell’arte e dello sport.

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