Stefano Quintarelli, Paolo Ciocca e Moreno Zani

Criptovalute futuro dell’economia. Ma servono regole

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L’impatto delle valute digitali sull’economia globale e la necessità di nuovi interventi di tipo regolatorio a tutela degli investitori. Sono alcuni dei temi affrontati durante il live talk dal titolo ‘Criptovalute. Il futuro della moneta?’.
A discuterne, con il direttore della rivista Formiche, Flavia Giacobbe, Paolo Ciocca, commissario Consob, Moreno Zani, presidente di Tendercapital, Federica Rocco, ceo di Cryptovalues e Stefano Quintarelli, membro del Comitato guida del Sustainable development solutions network.

Regolamento Ue per essere all’avanguardia

“Stiamo vivendo un momento di svolta cruciale per l’assetto europeo. L’auspicio è che non si escluda il Nft”, ha commentato Ciocca (nella foto, al centro), focalizzandosi poi sulla situazione in Europa.
“Una volta che il regolamento europeo sarà definito avremo una disciplina uniforme fra 27 Paesi. Tale regolamento porterà il sistema europeo ad essere più avanzato rispetto a quello americano che appare invece frammentato. La finanza digitale e quella tradizionale devono viaggiare allo stesso livello, solo in tal senso avremo un vantaggio competitivo. Le criptovalute includono certamente dei rischi, ma al tempo stesso sono un’opportunità rilevante per lo sviluppo economico del Paese”.

Vigilare sul modello

Secondo Zani (a destra), le valute digitali sono state “un’ottima occasione” di investimento. “Tuttavia, ha specificato, appare prematuro considerarlo oggi un asset di investimento al pari di tutti gli altri che utilizziamo per la gestione del portafoglio dei clienti, data la volatilità a cui sono soggette le criptovalute. Un ulteriore problema è quello dei controlli”. “Si tratta di un mondo che va assolutamente vigilato e normato. Ad ogni modo, le criptovalute rappresentano il futuro, pertanto la prospettiva non deve essere quella di fermare, ma di gestire il cambiamento e restare al passo con i tempi”.

Per Rocco è fondamentale “approntare strumenti di tracciamento adeguati e, al contempo, potenziare la formazione delle Forze dell’ordine che devono vigilare sulla trasparenza dei pagamenti anche nel settore delle criptovalute. Servono, inoltre, maggiori investimenti per sviluppare tali tecnologie e dare nuove opportunità di impiego ai giovani”.

Il rischio criminale

Quintarelli (a sinistra) ha evidenziato come il fatto che le organizzazioni criminali usino le crypto non sia una novità. “Il regolamento attuale costituisce certamente un passo avanti importante, poi c’è da sviluppare nuove competenze professionali anche all’interno delle nostre forze dell’ordine”. “Quello che conta, ha ribadito, è rafforzare il controllo dei pagamenti per consentire l’identificazione delle persone e mantenere sano il perimetro all’interno del quale si muovono le criptovalute e le transazioni. Non ritengo necessario, tuttavia, parlare di emergenza. Si tratta, quindi, di un passaggio fisiologico che non desta particolari preoccupazioni”.