Stefano Azzi e Giacomo Lasorella

Dazn: impegni per evitare le sanzioni Agcom. Spiragli anche sugli ascolti

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Dazn si impegna sul versante del rapporto con i consumatori e su quello della qualità delle trasmissioni. Ma se la società vuole davvero ottemperare alle richieste dell’Authority ed evitare sanzioni, deve usare le ultime due giornate di Serie A per rendere l’unico JIC attualmente utile alla bisogna, Auditel, in grado di esser pronto per la partenza del prossimo campionato. E a quanto pare…

Giornata campale ma positiva per Dazn. E, se le cose procedono come pare, quello che si profila è un grande successo per Agcom. Il servizio per lo streaming sportivo, infatti, sembra intenzionata ad ottemperare agli impegni che l’Agcom aveva richiesto di attuare con l’atto di accertamento e contestazione n. 1/22/DTC, del 3 febbraio 2022.

La società ha inviato all’Authority guidata da Giacomo Lasorella (nella foto a destra) una proposta preliminare di impegni, che chiama in causa soprattutto i rilievi riguardanti la facilità e la trasparenza nei rapporti con i consumatori ed il buon funzionamento del servizio.

Una parte del documento – che stralcia i contenuti di tipo più riservato – è stata pubblicata oggi sul sito dell’Agcom. Ed è ora soggetta alle osservazioni di terzi.
Ma novità importanti – a quanto pare – sono in arrivo anche sul versante più critico e delicato. Quello cioè della richiesta di Agcom a Dazn di far misurare, già a partire dal prossimo campionato di Serie A, gli ascolti delle partite ad un JIC, secondo logiche di accertata trasparenza ed efficienza.

Dazn vuole trattare meglio i consumatori

Ma vediamo il fronte fin qui ufficiale degli impegni che Dazn già promette di prendere (per analizzarli in dettaglio si può andare sul sito dell’Agcom), nero su bianco.

Lo streamer propone, tra le altre cose, per migliorare il dialogo e la relazione con gli utenti, l’introduzione di un canale via WhatsApp e poi l’attivazione del Customer Service in Person (operativo durate le partite, in grado di garantire ad almeno il 70% dei chiamanti la risposta in 45 secondi). E quindi l’inserimento dei riferimenti di contatto nel sito internet, il rispetto di parametri di qualità per le telefonate inbound e outbound, l’arricchimento della sezione Help dell’homepage. E, inoltre, la predisposizione di una unit di monitoraggio interno della qualità del servizio e di un’altra che operi congiuntamente con l’Authority.

Tavoli tecnici

Altro tema critico quello della qualità delle emissioni. “Dazn si impegna a istituire entro 60 giorni dalla relativa richiesta e mantenere tavoli tecnici bilaterali con i singoli ISP che lo richiederanno o tavoli tecnici multilaterali con la partecipazione di codesta Autorità, per analizzare insieme agli stessi, con cadenza mensile, le tematiche relative alla Dazn Edge”.

In aggiunta, la piattaforma “si è impegnata (e ha realizzato medio tempore) ad ottimizzare i profili di encoding più bassi con miglioramento della qualità delle immagini piccole in caso di ridotta disponibilità di banda”. Dazn si impegna, altresì, “a sviluppare al più tardi entro l’inizio della prossima stagione sportiva la propria roadmap per addivenire all’utilizzo al 30% della soluzione Multicast ABR per il traffico di TIM”.
Lo streamer promette pure un aggiornamento trimestrale sugli sviluppi inerenti soluzioni tecniche di nuova introduzione.

Qualcosa si muove sul fronte delle misurazioni degli ascolti

Non fa parte di questo documento l’indicazione di impegni presi sul fronte delle rilevazioni gli ascolti. Che, vale la pena ribadirlo, Agcom ha indicato debbano essere espletate da un JIC e secondo logiche di trasparenza ed efficienza comprovate. Su questo versante date e termini utili per avviare una collaborazione vera si stanno facendo giorno dopo giorno sempre più stringenti. Se Dazn vuole davvero ottemperare alle richieste dell’authority ed evitare che il procedimento (che risulta già avviato e notificato) arrivi alla multa, deve cambiare passo immediatamente. Un mutamento di atteggiamento, a quanto pare, ci sarebbe stato nelle ultime ore.

Era importante che lo streamer non traccheggiasse e usasse le ultime due giornate del torneo di Serie A, che si concluderà il 22 di maggio, per rendere l’unico JIC attualmente utile alla bisogna, Auditel, in grado di esser pronto per la partenza del prossimo campionato, il 13 di agosto.
A quanto pare la società di cui è presidente Andrea Imperiali potrebbe iniziare già questo week end, per continuare poi in quello successivo, a fare una serie di lavori preliminari, test, validazioni e certificazioni di fondamentale importanza.

Alex Sandro e Lautaro Martinez (Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

Condurre vere prove tecniche di misurazione da JIC senza sfruttare queste due giornate sarebbe stato molto negativo. Impossibile farlo bene su un’amichevole estiva, magari interessante, ma che non propone il tipo di situazione che il JIC ha bisogno, il più possibile simile a quella standard delle tornate di Serie A.

Senza queste operazioni, condotte in due giornate calde, con la corsa al titolo e la sfida salvezza ancora aperte, diventerebbe tutto più difficile. E diventerebbe complicato, di conseguenza, una buona partenza con l’avvio del prossimo campionato.

Stefano Azzi e Franco Bernabè
Stefano Azzi e Franco Bernabè

Il tema dell’ottemperanza alle richieste dell’Agcom e la apparente svolta positiva da parte di Dazn, arrivano in un periodo delicato. Tra le questioni aperte che coinvolgono la piattaforma quella dell’accordo sullo ‘sconto’ da concedere a Tim sui 340 milioni annui di contributo pattuiti dalla società ora guidata da Stefano Azzi, con Franco Bernabè in supporto, con la telco che ai tempi era guidata da Luigi Gubitosi ed ora è passata sotto il controllo operativo di Pietro Labriola.

Pietro Labriola

A quanto pare le trattative sono a buon punto e potrebbero portare ad un riassetto distributivo del contenuto che di nuovo contempli Sky. E questo dovrebbe essere un fattore ulteriormente motivante per Dazn, nel cercare di attenersi alle indicazioni delle istituzioni di garanzia del Paese sul tema degli ascolti.
Sempre che non intervengano altri fattori a fermare un processo che potrebbe essere per molti versi – con un attore globale dello streaming misurato da un JIC – a tutti gli effetti rivoluzionario, senza precedenti nel mercato globale.