Adidas stop. Per Authority UK spot riduce le donne a parti del corpo

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Bloccata dalle autorità inglesi la pubblicità dei nuovi reggiseni sportivi Adidas poichè mostra “nudità esplicite”. Censura, cattiva pubblicità o occasiona mancata per parlare di body positivity?

Oggetto del contendere – spiega GreenMe – è l’immagine dei seni nudi di dozzine di donne di diverse gradazioni del colore della pelle, seni di diverse forme e di diverse dimensioni. Lo specchio di una realtà che non ci vede tutte uguali, di una realtà che a volte ci imbarazza e che non ci fa vivere serene. Il tutto in un formato a griglia apparso su Twitter e su alcuni cartelloni pubblicitari.

La campagna mirava a sottolineare il fatto che ciascuna donna ha la propria fisicità e per questo “la nuova gamma di reggiseni” è adatta a tutte. Contestualmente, i due poster mostravano immagini ritagliate simili di 62 e 64 donne e dicevano: “I motivi per cui non abbiamo realizzato un solo nuovo reggiseno sportivo“.

Da quando è uscito, febbraio, lo spot ha sollevato parecchie polemiche: sui social gli utenti si sono divisi tra chi pensava si trattasse di una vera e propria celebrazione del corpo delle donne e chi, piuttosto, accusava il brand di strumentalizzare quello stesso corpo ai fini di puro marketing.

E così, la Advertising Standards Agency (ASA), la commissione nazionale che monitora la pubblicità nel Regno Unito che ha ricevuto ben 24 denunce, ha deciso di dire la sua sostenendo che quella pubblicità “sessualizza le donne e le riduce a parti del corpo”. E ha censurato.

Nel mirino dell’ASA sono finiti anche i vari cartelloni che erano stati affissi in alcune strade in UK, perché “potevano essere visti da chiunque, compresi i bambini”.

Il brand di abbigliamento ha dal canto suo affermato che i cartelloni e i manifesti non erano stati messi vicino a scuole o a luoghi religiosi e che dunque non ritiene che la campagna avrebbe potuto causare danni ai bambini. Ma l’ASA ha a sua volta risposto dicendo che la rappresentazione di seni nudi, incluso il post sui social in cui i seni delle modelle era stati solo leggermente sfocati, “è probabile che venga vista come nudità esplicita