Pasquale Stanzione (foto Ansa)

Garante Privacy: sui cookies serve un’educazione digitale

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“Serve un’educazione digitale per distinguere cookies tecnici, che sono inevitabili, da quelli di profilazione. E’ un tema di lunga durata, ma proprio per essere consapevoli bisogna sviluppare una formazione adeguata, necessario presupposto di scelte libere e, appunto, consapevoli, tanto difficili quanto indispensabili al tempo della ‘zero-price economy’, in cui servizi apparentemente gratuiti sono invece pagati al caro prezzo dei nostri dati e, quindi, della nostra libertà”.

Così – secono Ansa – il Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, in audizione questa mattina presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, relativamente alle tematiche inerenti alla profilazione on line del consumatore. L’Autorità, dopo aver sintetizzato il quadro normativo, ha ribadito che – anche in seguito all’avvento del GDPR (Regolamento 2016/679/UE) e con l’evoluzione della realtà tecnologica – la tutela della privacy comportamentale “ruota tutt’attorno al più forte presidio dell’autodeterminazione”.

Lo scorso giugno (deliberazione n.231 del 10 giugno 2021) è stato apportato un aggiornamento delle precedenti Linee guida del 2014: “il 9 gennaio 2022 è scaduto il termine per l’adeguamento alle Linee guida, ora ne sarà progressivamente verificata la compiutezza”, ha detto il Garante.

Uno dei problemi è la difficoltà di revocare il consenso: “Spesso l’utente è come ‘spinto’ a cliccare sul consenso: ma la revoca deve poter esser fatta nelle medesime condizioni a cui si è dato il consenso – ha proseguito – Anche questa è una materia da sottoporre ai publisher, perché le crocette da cliccare per poter revocare restano spesso nascoste. Chiarezza e trasparenza sono principi che vanno sollecitati e a volte anche imposti”. “Capita tuttavia di essere comunque investiti da una marea di pubblicità, allora il ricorso è al Garante”, ha aggiunto.