Volodymyr Zelensky in collegamento a Cannes (foto Ansa)

“Il cinema non resti muto”. L’appello di Zelensky al Festival di Cannes

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Dal ‘Grande dittatore’ ad ‘Apocalypse Now’, il presidente ucraino interviene all’apertura della kermesse

“Il cinema non dovrebbe restare muto. L’odio alla fine scomparirà e i dittatori moriranno. Siamo in guerra per la libertà”. Citando Il Grande Dittatore, Volodymyr Zelensky si è collegato a sorpresa durante la serata di apertura del Festival di Cannes.

Accolto da una standing ovation, il presidente ucraino dal passato come attore Zelensky non ha parlato solo in generale delle sofferenze del suo popolo, delle tragedie in corso a Mariupol con l’acciaieria Azovstal, ma ha invitato il cinema a non restare in disparte. “Serve un nuovo Chaplin che dimostri che il cinema di oggi non è muto”. “Noi continueremo a lottare, perché non abbiamo altra scelta e sono convinto che il dittatore perderà. Ma il cinema starà zitto o parlerà? Il cinema può stare fuori da questo?”, ha aggiunto ancora Zelensky che si è rifatto ancora alle evocazioni cinematografiche: “Mi piace l’odore del napalm al mattino”, citando Apocalypse Now.

L’attenzione del festival ai conflitti

Il presidente ha fatto riferimento anche al documentario Mariupol 2 che è costato la vita al regista Mantas Kvedaravicius. La pellicola è stato terminata dalla compagna Hanna Bilobrova e sarà presentato al festival in una proiezione speciale nei prossimi giorni

La guerra quindi, nonostante lustrin e red carpet non è rimasta fuori dal festival, come aveva promesso il presidente della giuria Vincent Lindon, assicurando una edizione “dignitosa e rispettosa di questi tempi di guerra” e ribadito l’attore e attivista Forest Whitaker ritirando la Palma d’oro onoraria, sottolineando che “i registi ci aiutano a dare un senso a questo mondo”.
“I tormenti del mondo, che sanguina, soffre, brucia… in Ucraina, ma anche nelle dimenticate guerre nello Yemen e nel Darfur, mi tormentano la coscienza”, ha detto Lindon ricordando che il festival di Cannes “fu fondato per reazione al fascismo”.