Maria Zakharova (Foto Ansa)

La Russia chiude la sede dell’emittente canadese Cbc a Mosca

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La Russia ha chiuso la sede di corrispondenza della radio-televisione canadese Cbc come misura di ritorsione. “Con rammarico continuiamo a notare attacchi ai media russi da parte dei paesi occidentali che si definiscono civili”, ha commentato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, annunciando lo stop all’emittente canadese.

Ritorsione

Zakharova ha dipinto la mossa come una risposta alla decisione del Canada di bandire Russia Today: l’emittente statale russa accusata di fare da megafono alla propaganda del Cremlino e bloccata in molti Paesi occidentali dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe.

“È stata presa la decisione di prendere misure di ritorsione, sottolineo di ritorsione, alle azioni del Canada, in particolare sulla chiusura dell’ufficio di Mosca dell’ente radiotelevisivo statale canadese Cbc, compreso l’annullamento degli accrediti e dei visti russi dei suoi giornalisti”, ha aggiunto.

A inizio aprile la politica russa si è mossa in questa direzione, preparando una legge che potesse colpire i paesi che avevano preso posizione contro le emittenti filo Cremlino. Prevedendo appunto, tra le sanzioni, anche chiusure e revoche di accrediti.

La risposta della Cbc

Secondo Chuck Thompson, capo degli affari pubblici della Cbc la decisione “sembra essere un altro passo della Russia per soffocare una stampa libera e indipendente all’interno dei suoi confini”. “Per quanto ne sappiamo, è la prima volta nella storia della Cbc che un governo straniero ha chiuso uno dei nostri uffici”, ha chiosato