Maurizio Belpietro

Trattativa in stallo per i licenziamenti a Stile Italia Edizioni

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La trattativa sindacale sui 19 licenziamenti, di cui 16 tra i giornalisti, chiesti da Stile Italia Edizioni, una delle società editrici di periodici di Maurizio Belpietro, si è conclusa con un nulla di fatto. Venerdì 20 maggio è stata chiusa la procedura, che prevedeva 45 giorni di trattativa in sede sindacale e 30 alla Regione Lombardia, senza che sia stato trovato un accordo. “Chiusura che non riconosciamo perché non sono mai stati convocati i direttori”, precisa il sindacato. Nel frattempo dal 18 maggio le redazioni dei cinque periodici interessati – Tustyle, Sale&Pepe, Cucina Moderna, Confidenze e Starbene – sono scese in sciopero per cinque giorni.

“Il Cdr e le rappresentanze sindacali”, spiega un comunicato, “hanno cercato in ogni modo di scongiurare i licenziamenti proponendo soluzioni alternative, ma nonostante i tentativi fatti e le proposte venute dalla parte sindacale, Stile italia Edizioni non ha dimostrato finora una reale intenzione di risolvere in modo non traumatico il problema. L’azienda non ha preso in considerazione l’utilizzo degli ammortizzatori sociali di settore né politiche serie di incentivo all’esodo. Parte dei licenziamenti, inoltre, dovrebbero avvenire per esternalizzare il lavoro, in violazione di quanto previsto dal contratto collettivo giornalistico”.

L’intenzione dell’azienda infatti è di utilizzare dei service esterni per il lavoro grafico, svolto finora da 7 grafici giornalisti e 3 grafici editoriali. Tra le proposte del Cdr per evitare i licenziamenti c’è stata anche un’eventuale trattativa sul taglio degli stipendi, ma il braccio di ferro è innanzitutto sugli ammortizzatori sociali. “Finora a Stile Italia Edizioni è stata utilizzata solo la cassa Covid, quindi l’azienda potrebbe fare ricorso  a due anni di cassa integrazione a rotazione e a tre anni di contratti di solidarietà”, sottolinea il sindacato.

A quanto risulta al Cdr dal 20 maggio sono in corso colloqui individuali solo con i grafici su un possibile taglio degli stipendi. Intanto nella mattina di mercoledì 25 ci sarà un picchetto davanti alla sede dell’editrice, in via Vittor Pisani a Milano, con l’obiettivo di uscire dall’attuale impasse per salvare i posti di lavoro.