Sigfrido Ranucci (Foto LaPresse)

Capaci, perquisizione della Dia dopo l’inchiesta di Report sulla strage

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L’inchiesta ‘La bestia nera’ che ieri ha dedicato alla strage di Capaci entra nel mirino della procura di Caltanissetta. La Dia, su andato della Procura Nissena, ha effettuato una perquisizione nella redazione del programma e nell’abitazione dell’inviato Paolo Mondani.

A renderlo noto per primo il conduttore della trasmissione di Rai3, Sigfrido Ranucci. “Il motivo, scrive il giornalista su Fb, sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera (puntata del 23 maggio, ndr) sulla strage di Capaci nella quale si evidenziava la presenza di Stefano delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato di Capaci. Gli investigatori cercano atti e testimonianze anche su telefonini e pc”.

Da Caltanissetta il procuratore Salvatore De Luca ha specificato che la perquisizione eseguita nei confronti di “un giornalista che non è indagato”, punta a “verificare la genuinità delle fonti”. “La perquisizione, ha specificato, non riguarda in alcun modo l’attività di informazione svolta dal giornalista, benché la stessa sia presumibilmente susseguente ad una macroscopica fuga di notizie, riguardante gli atti posti in essere da altro ufficio giudiziario”.
De Luca ha anche precisato che “Alberto Lo Cicero sia nel corso delle conversazioni intercettate, che nel corso degli interrogatori da lui resi, al pubblico ministero e ai carabinieri, non fa alcuna menzione di Stefano Delle Chiaie”.

Interpellato dall’Ansa, Ranucci ha detto: “da parte nostra c’è massima collaborazione. Siamo contenti se abbiamo dato un contributo alla magistratura per esplorare parti oscure”.”Il collega – sottolinea il conduttore del programma – aveva già avuto un colloquio con il procuratore. Noi siamo sempre stati collaborativi con la giustizia, pur garantendo il diritto alla riservatezza delle fonti”. Ranuncci ha spiegato che “il decreto di perquisizione riporta la data del 20 maggio, cioè tre giorni prima della messa in onda del servizio”. “Non è un atto ostile nei nostri confronti, ha concluso. Ovviamente abbiamo messo al corrente l’ufficio legale, l’ad Fuortes e il nostro direttore”.

La strage di Capaci (Foto Ansa)
La strage di Capaci (Foto Ansa)

Gli interventi di Ordine e associazioni di categoria

A fianco della trasmissione si sono espressi Fnsi, Assostampa, ma anche Cnog e UsigRai.
Per Assostampa romana “suscitano perplessità e sconcerto le perquisizioni”. “Secondo le prime informazioni rilasciate sui social da Sigfrido Ranucci – la procura di Caltanissetta starebbe sequestrando atti e documenti, anche su cellulari e pc, relativi all’inchiesta sulla strage di Capaci trasmessa ieri in cui si evidenziava la presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato”. Ci chiediamo, aggiunge l’ASR, “se questa iniziativa della magistratura, pur in presenza di una novità rilevante sulle vicende di Capaci, sia tuttavia compatibile con la tutela del segreto professionale. La tutela delle fonti, l’inviolabilità dei luoghi dove si svolge il lavoro di una intera redazione e degli strumenti di lavoro sono beni preziosi costituzionalmente garantiti sui quali si fonda non solo il giornalismo ma anche il diritto/dovere di informare l’opinione pubblica”.

Cnog e Fnsi per la tutela delle fonti

Per Bartoli (Cnog) “Il segreto delle fonti è un cardine inviolabile della professione giornalistica, in particolare per quello di inchiesta. Le perquisizioni sono sempre atti invasivi, anche quando non espressamente “ostili” nei confronti dei perquisiti, a maggior ragione se non indagati”. “Il conduttore di Report ha sempre dichiarato la massima disponibilità a collaborare con la Magistratura per fare luce sulle troppe ombre relative alle uccisioni di Falcone e Borsellino, ovviamente nel rispetto dell’autonomia del lavoro giornalistico. Occorre fare attenzione, quindi, a non confondere i piani del necessario corso delle indagini con la tutela dell’operato dei giornalisti che, ancora una volta, hanno sollevato dubbi e mostrato aspetti non chiari delle due stragi più controverse della storia italiana”.

Sulla tutela delle fonti si è espressa anche la Fnsi. “Le perquisizioni nella redazione di Report e a casa dell’inviato Paolo Mondani ripropongono l’urgenza di approvare norme più efficaci a tutela delle fonti e del segreto professionale dei giornalisti. Più volte la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ribadito che gli effetti di ingerenze di questo tipo nell’attività di chi fa informazione equivalgono ad un attacco al diritto dei cittadini ad essere informati, ma in Italia sembra che questo monito nessuno voglia ascoltarlo”, ha sottolineato la federazione nazionale della Stampa. “Quanto accaduto questa mattina ai colleghi di Report è inaccettabile perché, nonostante la dichiarata disponibilità a collaborare con gli inquirenti, è stata disposta anche l’acquisizione di copie dei dati presenti su computer e telefoni. La Federazione nazionale della Stampa italiana è al fianco del conduttore Sigfrido Ranucci e di tutta la redazione di Report ed è pronta a sostenere, insieme con l’Usigrai, tutte le iniziative che i colleghi riterranno necessario intraprendere a difesa del proprio lavoro e del diritto di cronaca. L’auspicio è che quanto accaduto possa spronare governo e parlamento a trovare finalmente il modo di intervenire per rafforzare la tutela delle fonti e il segreto professionale, come primo tassello di un sistema di regole che consenta di fermare la rovinosa caduta che l’informazione di questo Paese sta facendo registrare nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa”.

UsigRai: arretramento per la libertà di espressione

“Disporre perquisizioni a carico di un giornalista per il suo lavoro di inchiesta è sintomo grave di arretramento della libertà di espressione in questo paese. E’ il punto di vista dell’UsiGrai. “Riguardo L’iniziativa della Procura di Caltanissetta nei confronti di Report e di Paolo Mondani per la sua inchiesta che apre nuovi scenari sugli autori della strage di Capaci, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha in più occasioni chiarito che perquisizioni e sequestri nei confronti dei giornalisti, anche nel caso di pubblicazione di notizie su inchieste giudiziarie in corso, rappresentano una violazione della libertà di espressione”.

“Ci auguriamo che anche le autorità competenti comprendano la gravità di quanto sta accadendo in queste ore e non procedano ad atti che avrebbero conseguenze anche sul futuro del lavoro giornalistico. L’Usigrai tutelerà in ogni sede la libertà di espressione garantita dall’articolo 21 della costituzione e il diritto dei cittadini ad essere informati nonché la protezione delle fonti giornalistiche ed è vicina ai colleghi della Redazione di Report”.