Ursula von der Leyen (Foto Ansa)

Von der Leyen: finanziare ricostruzione Ucraina con asset russi; la Russia ritrovi democrazia

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“L’Ucraina deve vincere questa guerra. E l’aggressione di Vladimir Putin deve essere un fallimento strategico”. Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

“La guerra in Ucraina – afferma – sta mettendo in dubbio l’intero ordine internazionale. E’ per questo che contrastare l’aggressione della Russia è un compito per l’intera comunità globale. Faremo tutto quello che possiamo per aiutare gli ucraini a vincere e a riprendere il futuro nelle loro mani”.

“Per la prima volta nella storia l’Unione Europea fornisce aiuti militari a un Paese sotto attacco. Stiamo mobilitando tutto il nostro potere economico. Le nostre sanzioni e l’azione spontanea sanzionatoria delle aziende stanno impoverendo economia russa e la macchina da guerra del Cremlino”, conclude von der Leyen.

Per finanziare la ricostruzione in Ucraina “non dobbiamo lasciare nulla di intentato: anche, se possibile, usando beni della Russia”. “Oltre agli aiuti a breve termine – afferma – serve di più. Con la stessa determinazione aiuteremo l’Ucraina a rinascere dalle ceneri. E’ questa l’idea dietro la piattaforma di ricostruzione che ho proposto al presidente Volodymyr Zelensky. Ieri nel suo discorso qui ha riconosciuto una novità senza precedenti del mondo democratico, l’intesa per cui bisogna combattere per la democrazia”.

“La ricostruzione dell’Ucraina richiede un lavoro colossale, ma insieme possiamo farcela. E’ per questo che ho proposto una piattaforma per la ricostruzione che dovrà essere guidata dall’Ucraina e dalla Commissione Europea, perché metteremo insieme riforme e investimenti. La piattaforma inviterà contributi globali, da ogni Paese che ha a cuore il futuro dell’Ucraina, dalle istituzioni finanziarie internazionali e dal settore privato. Non si tratta solo di riparare il danno fatto dalla furia distruttiva di Putin, si tratta anche di costruire il futuro che gli ucraini scelgono per se stessi”.

L’Ucraina “fa parte della famiglia europea”, ma nella ricostruzione postbellica agli investimenti dovranno essere aggiunge “riforme ambiziose” per modernizzare il Paese.

“La ricostruzione dell’Ucraina – dice – dovrà combinare massicci investimenti con riforme ambiziose per modernizzare l’amministrazione ucraina, per stabilire saldamente lo Stato di diritto e l’indipendenza della giustizia. L’Ucraina appartiene alla famiglia europea: gli ucraini sono stati saldi, in piedi, davanti alla violenza più brutale. Hanno combattuto per la loro libertà e per l’umanità. Noi siamo al loro fianco. Questo è un momento cruciale per le democrazie del mondo”.

Un riavvicinamento della Russia all’Europa è ora “un sogno lontano”, ma è possibile se Mosca riprenderà la via della “democrazia”.

“Sì – risponde a chi le chiede se ritenga possibile che Mosca possa ritornare in futuro nel contesto europeo – se la Russia ritrova la via verso la democrazia, lo Stato di diritto, l’ordine internazionale basato sulle regole, chiaramente sì, perché la Russia è un nostro vicino, con cui condividiamo una lunga storia e una cultura”.

“Questo è certamente un sogno, una speranza distante, ma indica anche che la nostra opposizione alla brutale invasione dell’Ucraina significa opporsi alla leadership russa. E’ il popolo russo che deve decidere sul futuro del suo Paese. E’ nelle loro mani”, conclude.