La reputazione di Draghi resiste alle crisi. Critici feroci tra i filo Putin

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I principali risultati dell’analisi dell’Osservatorio Politico di Reputation Science:

  • Il sentiment associato al Presidente del Consiglio Mario Draghi è positivo o neutro nel 76% dei casi
  • Forte polarizzazione tra stampa e Twitter. Nelle news online, oltre 8 contenuti su 10 sono positivi o informativi (83%). Su Twitter, un contenuto su due è invece negativo (52%)
  • Tra i critici più feroci, compaiono account legati alla galassia NoVax/No Green Pass, spesso con orientamento filo Putin
  • A gennaio, il 45% delle conversazioni ha associato Draghi al Quirinale. Tra febbraio e marzo, un contenuto su due è legato alla guerra in Ucraina
  • Draghi, con 159 mila menzioni tra febbraio 2021 e marzo 2022, è il politico più citato in Rete. Dietro di lui il segretario della Lega Matteo Salvini (77 mila) e il leader di Italia Viva Matteo Renzi (65 mila)

Come è cambiata la reputazione online del Presidente del Consiglio Mario Draghi nel primo anno di Governo? Reputation Science, società attiva nell’analisi e gestione della reputazione, monitora costantemente la web reputation del premier. Da febbraio 2021 a fine marzo 2022, la reputazione online di Draghi ha raggiunto un valore di 153.209 R*, l’unità di misura della reputazione online. Si conferma così il trend registrato anche nelle precedenti rilevazioni di Reputation Science: la curva segue un’ascesa che le critiche – presenti soprattutto su Twitter – non scalfiscono.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi si sta rivelando un fenomeno più unico che raro – spiega il co-fondatore e CEO di Reputation Science Andrea Barchiesi –. Da quando è ‘sceso’ nell’arena politica la sua cifra reputazionale è in ascesa e non sembra accusare le crisi che lo circondano, elemento che non abbiamo riscontrato in nessun altro protagonista della politica italiana. È un delicato equilibrio tra sistemi reputazionali: il sistema Draghi oggi prevale sul sistema politica, che storicamente soffre di una fragile reputazione. Fino a quando sarà così? Un fenomeno da studiare con interesse, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti. La positività del premier al Covid-19 e la guerra in Ucraina hanno fatto emergere nuovamente numerosi account con orientamenti NoVax, No Green Pass e filo Putin molto attivi nel criticare il governo su Twitter. Un mix ideologico esplosivo”.

Sentiment positivo nel 76% delle conversazioni, ma su Twitter un giudizio su due è negativo.

Da quanto è diventato Presidente del Consiglio Mario Draghi è stato citato in Rete oltre 159 mila volte. La fonte più prolifica è quella delle testate online, che da sole hanno generato il 42,8% di contenuti online che menzionano il premier. I quotidiani generano il 26% del volume, mentre i blog superano di poco il 12%. Tra i social è Twitter a generare il maggior numero di contenuti, il 9,4% del totale.

Il sentiment delle conversazioni online associate a Mario Draghi si conferma in larga parte positivo, anche se caratterizzato da contenuti a basso impatto. Secondo l’analisi di Reputation Science, considerando il primo anno di governo, il 76% dei contenuti online che menzionano il premier è positivo (47%, contenuti che esprimono un giudizio positivo) o neutro (29%, contenuti dal tono informativo), mentre solo il 24% presenta un giudizio negativo.

Di particolare interesse la polarizzazione dei giudizi tra stampa e social media. Negli articoli pubblicati dalle testate online l’83% dei giudizi è positivo o informativo, mentre solo il 17% ha un carattere negativo di impatto minimo. La situazione si ribalta su Twitter, dove oltre un contenuto su due è negativo (52%). Di questi, il 48% ha un impatto minimo-basso, mentre il 4% ha impatto medio-alto: tweet in cui gli utenti hanno espresso giudizi molto duri sulla figura e sull’operato del premier. Una dinamica che a inizio 2022 ha trovato il suo apice con la creazione e diffusione dell’hashtag #draghivattene, in cui sono confluite migliaia di critiche provenienti in particolar modo dalla galassia NoVax e No Green Pass italiana. I tweet contenenti l’hashtag, tra gennaio e febbraio 2022, sono stati 90 mila.

A gennaio, il 45% delle conversazioni ha associato Draghi al Quirinale. Tra febbraio e marzo, un contenuto su due è legato alla guerra in Ucraina

Il monitoraggio di Reputation Science è partito a febbraio 2021, mese in cui Mario Draghi è stato incaricato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare il nuovo Governo. Tra i primi eventi che hanno fatto salire la sua reputazione online, il primo discorso in Parlamento e la sostituzione del commissario per l’emergenza coronavirus. Dopo un primo periodo di “silenzio”, di cui si è molto discusso, il PdC ha tenuto le prime conferenze stampa su Dl Sostegni, piano vaccinale e Pnrr. Nel periodo, hanno suscitato grande eco mediatica le sue parole su Erdogan, definito «un dittatore». Al termine del primo trimestre (maggio 2021), la sua web reputation era di 44.766 R.

Nel secondo trimestre, Draghi ha incontrato il Presidente Usa Joe Biden e incassato i primi commenti positivi sul Recovery Plan. Secondo uno studio di JP Morgan «la fiducia in Draghi aumenta la fiducia degli investitori», ma è in questo periodo che il PdC ha dovuto fronteggiare le prime critiche sul Dl Sostegni bis e, in particolar modo, sulle decisioni prese in merito al Green Pass. Malcontento che dai social è sfociato anche in proteste di piazza in numerose città d’Italia. Nonostante questo, la sua reputazione online tra giugno e agosto è cresciuta (63.792 R).

Il terzo trimestre è caratterizzato dalla fetta più ampia di negatività (29% di conversazioni con sentiment negativo): le critiche di basso impatto tuttavia non riescono a flettere la sua curva reputazionale, sostenuta da una copertura stampa positiva. Tra settembre e novembre 2021, infatti, il premier partecipa al G20 di Roma, ottiene una standing ovation all’assemblea di Confindustria e viene indicato dal Time per la terza volta tra le 100 persone più influenti al mondo. È in questo periodo che politici, analisti e giornali iniziano a indicarlo come il possibile nuovo Presidente della Repubblica. Un tema che terrà banco anche nei mesi successivi.

A inizio 2022, il PdC presenta il decreto con obbligo vaccinale per gli over50: un elemento accolto in modo molto critico da parte della Rete, che lo contesta su Twitter tramite l’hashtag #draghivattene (90 mila contenuti). Gennaio è però anche il mese delle elezioni del Presidente della Repubblica. Il premier Draghi nell’ultimo anno è stato associato all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica 12 mila volte, di cui 5,3 mila solo a gennaio 2022. È in questo mese, infatti, che quasi un contenuto online su due riferito a Draghi (45%) lo ha associato alle elezioni per la Presidenza della Repubblica. Draghi è indicato da più voci come candidato ideale, ottiene anche l’endorsement del New York Times, ma non viene eletto. Una prima ‘crisi’ che avrebbe potuto scalfire la sua reputazione online.

Da metà febbraio a fine marzo, l’invasione russa è stata associato al premier Draghi nel 50% dei contenuti che lo citano online. Tra le lesività del periodo, il ‘battibecco’ a distanza con il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, che, in riferimento alla telefonata con il premier poi rinviata, ha twittato “La prossima volta sposterò gli impegni di guerra per parlare con lui”. Tra i contenuti più apprezzati spiccano invece le sue parole in Parlamento, subito dopo l’intervento in cui proprio Zelensky ha raccontato la situazione in Ucraina e chiesto ulteriori aiuti. Il video TikTok della testata VDnews che le riporta, il più commentato, ha ricevuto oltre 42 mila interazioni tra like, commenti e condivisioni.

Gli attacchi della galassia NoVax e filo Putin

Ad aprile, con la notizia della positività al Covid-19 del Presidente del Consiglio, gli analisti di Reputation Science hanno riscontrato una nuova ‘ondata’ di negatività, visibile – come in altre occasioni – solo su Twitter. Gli utenti, in particolare, hanno attaccato Draghi per le sue precedenti parole su contagiosità e green pass. A riscuotere maggior successo è stato il tweet del senatore di Forza Italia Lucio Malan, che ha scritto: “#Draghi positivo al Covid, dunque contagioso con #GreenPass e contagiato da qualcuno munito di GreenPass. Com’è che aveva detto?” condividendo un estratto di una vecchia conferenza stampa del premier e che ha ottenuto oltre 6 mila reazioni tra like e retweet.

Critica anche l’utente @flayawa, che ottiene 2,1 mila reazioni con il commento: “Mario Draghi sta sperimentando sulla propria pelle (prima di cambiarla) che il greenpass non garantisce di stare tra persone non contagiose”. Peculiarità di questo utente è la sua appartenenza al mondo “mattonista”, resa evidente dall’emoji del mattone nel nickname: un collettivo che ‘inquina’ il dibattito social e legato agli ambienti complottisti, NoVax e No Green Pass. L’account in questione è infatti molto attivo e critico nei confronti del premier. Emblematico questo paragone con il presidente russo usato per criticare le scelte del governo sul green pass: “Il dittatore guerrafondaio Vladimir Putin impone nella città di Mariupol un pass per spostarsi. Così, come un Mario Draghi qualsiasi”.

Oppure, ancora, l’utente @strange_days_82 che è ritornato sulle passate parole di Draghi e ha ottenuto 1,5 mila interazioni. Sul suo profilo, l’utente è solito condividere commenti sull’attualità politica con chiare posizioni filo Putin e No Green Pass, come spiegato dal tweet in evidenza: “Qualcuno mi dica se c’è stato un partito che abbia difeso i lavoratori non vaccinati che non potevano andare a lavorare. Ricordo solamente sanitari e insegnanti sospesi nell’indifferenza di tutti. Una macchia che non potrà essere cancellata. Io non dimentico BASTARDI”.

Come già rilevato da un’analisi di Reputation Science, è quindi sempre evidente il legame tra la galassia NoVax e gli ambienti filo Putin, spesso critici anche nei confronti dell’Ue e del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Ne sono un esempio i cinguettii dell’utente @FmMosca: “Gli ucraini hanno diffuso video in cui torturavano atrocemente i prigionieri di guerra russi. L’ira di #Putin sarà biblica. È così da anni in #Dombass, area in cui hanno anche bruciato persone vive. NOI STIAMO ARMANDO DEMONI, FOLLI, ASSASSINI. #Draghi fai ribrezzo, schifo” o ancora “L’Italia è una polveriera. Al BAR stamattina il 100% era con #Putin e sino a qualche settimana fa ero il solo e combattevo per far capire la situazione. Capuccino offerto? Delle volte le soddisfazioni superano i benefici, ma noi DOBBIAMO CACCIARE #Draghi. STOP #DavosAgenda”. L’utente in questione, da febbraio 2021 a fine marzo 2022, ha pubblicato 416 tweet in cui cita il premier, soprattutto in modo negativo, che insieme hanno generato oltre 324 mila interazioni.

Attaccare #Putin, che ci dà metà dell’energia che consumiamo, per noi è suicida. #Draghi, anziché usare prudenza, gli minaccia tremila uomini; #DiMaio lo insulta. Avete ancora dubbi sul fatto che la distruzione della nostra economia sia il motivo per cui Draghi è stato insediato?”: scrive così @intuslegens, un altro account con orientamento NoVax, filo Putin e contro il Governo Draghi molto attivo. Nell’ultimo anno sono 193 i tweet in cui ‘attacca’ Draghi, capaci di generare 387 mila reaction.

I contenuti con maggiore engagement

Le precedenti analisi di Reputation Science avevano messo in luce come gli articoli che nel periodo in esame hanno avuto maggior engagement, pur menzionando il premier, non lo vedevano come protagonista del pezzo. Guardando ai contenuti con più reazioni tra febbraio 2021 e fine marzo 2022, il trend è confermato, dimostrando ancora una volta l’alta attenzione degli italiani al tema Covid-19/Green Pass. L’articolo in grado di generare più interesse è firmato Corriere della Sera e titola proprio “Green Pass Italia: multe a chi non lo ha fino a 400 euro e chiusura dei locali per 5 giorni”, pubblicato il 17 luglio 2021 e che ha scatenato oltre 94 mila reazioni (like, condivisioni e commenti). Il secondo articolo per engagement nel periodo selezionato è sulle polemiche seguite alla nomina di Lucia Borgonzoni come sottosegretaria a Beni e attività culturali (70 mila reazioni). Al terzo posto ritorna il tema Covid-19, con la notizia della sospensione del vaccino Astrazeneca in Italia, Francia e Germania (61 mila reazioni). Ha suscitato un alto tasso di engagement anche la dichiarazione di Draghi in apertura della seconda giornata del Global Solutions Summit, quando ha detto che “le mutazioni possono rendere inutili i vaccini”: gli utenti della Rete hanno interagito con l’articolo de Il Messaggero che riporta questo estratto oltre 54 mila volte.

I ministri più presenti sul web

Chi sono stati i ministri più citati online nel primo anno del Governo Draghi? Al primo posto, come nelle precedenti rilevazioni effettuate da Reputation Science, c’è il premier Mario Draghi. Dal febbraio 2021 al marzo 2022, il Presidente del Consiglio è stato citato 159 mila volte, raccogliendo il 38% delle menzioni dell’intero esecutivo. Al secondo posto, per numero di menzioni online, il ministro della Salute Roberto Speranza con 60 mila contenuti. Medaglia di bronzo per Luigi di Maio: il ministro degli Affari Esteri, negli ultimi 12 mesi, è stato menzionato in rete 41 mila volte. La ministra donna più menzionata online è la responsabile dell’Interno Luciana Lamorgese con 22 mila.

Il confronto con i leader

Il Presidente del Consiglio si conferma il più citato online anche tra i leader politici, raccogliendo 159 mila contenuti da febbraio 2021 a marzo 2022. Dietro di lui il segretario della Lega Matteo Salvini (77 mila), terzo il leader di Italia Viva Matteo Renzi (65 mila). Lo segue a distanza ridotta il segretario del Partito Democratico Enrico Letta (61 mila), Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle è quinto (51 mila), sesta Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia (47 mila). Più lontani il fondatore di Azione Carlo Calenda (30 mila citazioni online nell’ultimo anno) e Silvio Berlusconi (30 mila).