Francesco Rutelli (Foto LaPresse)

Rutelli (Anica): per favorire investimenti servono regole stabili

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“Una sola cosa vorrei raccomandare al Governo: dare regole stabili” per il sistema cinema. E’ la ‘preghiera laica’ che rivolge all’Esecutivo Francesco Rutelli, presidente dell’Anica, intervistato nella sede dell’AdnKronos al Palazzo dell’Informazione.

“In Italia abbiamo sempre il problema legato al fatto che si annunciano continuamente cambiamenti – osserva Rutelli – dalle quote di investimento alle finestre della programmazione, dalle modalità di sostegno al tax credit che – ricorda – introdussi io da ministro della Cultura, per aiutare una dinamica di crescita del mercato non assistita dalla politica, con una sua forza creativa e produttiva e una sua autonomia”.

Rutelli chiede allora che “si faccia un quadro equilibrato e razionale di regole e lo si mantenga nel tempo, in modo da consentire che gli investimenti non si trovino davanti a punti interrogativi. Altrimenti – avverte il presidente dell’Anica – gli investimenti anziché arrivare in Italia vanno in altri Paesi con normative più semplici e non soggette a continui cambiamenti”.

“Lo stato di salute delle industrie cinematografiche è ottimo: non c’è mai stata una tale ricchezza di produzioni, di riconoscimento per l’Italia e anche di posti di lavoro”. E’ quanto registra Francesco Rutelli . Allo stesso tempo, aggiunge, “la pandemia, in Italia più che in altri Paesi, ha spostato il pubblico nella fruizione sulle piattaforme e su altre fonti alternative rispetto alle sale cinematografiche. In più, abbiamo avuto misure restrittive e tuttora c’è l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso, cosa che ad esempio non c’è al Festival di Cannes. Ebbene: sommando tutti questi fattori, i cinema hanno indubbiamente molto sofferto”.

Rutelli si dice però “convinto che il pubblico nelle sale tornerà a un livello importante. Quanto alla visione d’insieme, è estremamente interessante: investimenti esteri anche ambiziosi sull’Italia e sulle nostre aziende; propositi di aggregamento delle nostre imprese per aumentarne la dimensione competitiva; abbiamo un’azienda come la Rai e abbiamo Mediaset in ristrutturazione per diventare un gruppo europeo. E abbiamo nuovi soggetti cui noi abbiamo dato il benvenuto: in Anica sono entrate anche le piattaforme e siamo il primo Paese al mondo, dopo gli Usa, dove Netflix, Prime, Paramount, Disney+, sono entrati nell’associazione rappresentativa dell’intero sistema e abbiamo portato nella casa storica del cinema italiano anche i produttori e gli editori digitali, i creator e gli influencer. E’ sicuramente una realtà storica ma in trasformazione”, conclude Rutelli.