L’editore di libri non scompare col digitale ma deve adeguarsi ai nuovi strumenti

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Cosa significa essere e fare un editore oggi quando, usando le parole di Giangiacomo Feltrinelli, più che mai deve “affronta[re] il proprio lavoro sulla base di un assunto molto azzardato: che tutto, ma proprio tutto, deve cambiare, e cambierà”? Per rispondere alle esigenze determinate dalla crescente digitalizzazione della cultura e dall’emergere di nuovi prodotti editoriali, Feltrinelli Education annuncia il secondo Executive Program in collaborazione con POLIMI Graduate School of Management, dedicato a Editoria e Digital Media e in partenza a ottobre 2022.

L’obiettivo – spiega una nota – è formare professionisti dell’editoria capaci di confrontarsi non solo con il prodotto-libro tradizionale ma che dal libro sappiano generare nuove possibili declinazioni facendo leva sui digital media, in linea con un contesto che evolve di continuo.

Secondo il rapporto dell’Associazione Italiana Editori (AIE), l’editoria di varia (libri a stampa di narrativa e saggistica venduti nelle librerie fisiche, online e nella grande distribuzione organizzata) ha chiuso il 2021 in forte crescita, raggiungendo 1,701 miliardi di euro di vendite a prezzo di copertina e 115,6 milioni di copie acquistate, con un aumento rispettivamente del +16% e del +18% sull’anno precedente, confermando l’Italia come la sesta editoria nel mondo (dopo USA, Cina, Germania, UK e Francia) e la quarta in Europa.

In un contesto che muta continuamente, non stupisce che gli editori e le librerie si stiano aprendo, per esempio, al Metaverso, un mercato che potrebbe potenzialmente raggiungere gli 800 miliardi di dollari nel 2024, secondo le stime di Bloomberg. Il Metaverso, infatti, non solo è una realtà nuova, ma sembra destinata a restare e a cambiare anche il modo in cui siamo produttori e fruitori di contenuti. Per esempio, solo negli ultimi giorni la libreria e hub culturale The Spark Creative Hub di Napoli ha ora anche una parte tutta digitale denominata Meta Spark, inaugurando così un ciclo di approfondimenti proprio sul Metaverso.

Sempre in riferimento all’analisi dei dati del rapporto dell’AIE negli ultimi due anni segnati dalla pandemia, il web è stato un valido supporto per il libro e più nello specifico nell’avvicinare i più giovani alla fruizione di prodotti editoriali.

Parallelamente stanno aumentando anche nuovi canali di fruizione di contenuti editoriali. Secondo una recente ricerca di Ipsos, svolta allo scopo di approfondire il tema del digital audio e in particolare dei podcast, circa 9,3 milioni di italiani hanno dichiarato di aver ascoltato podcast in base ai dati censiti a luglio 2021. Dopo un periodo di crescita più sostenuta nel 2019 e 2020, anche l’anno scorso si è assistito a un incremento, seppur più contenuto, che rende però stabile la quota di persone che fruiscono di podcast, pari al 31% dei 16-60 enni che hanno partecipato all’indagine. Sempre secondo Ipsos, i principali ascoltatori, che sono tendenzialmente persone più ricettive e informate sulle novità del settore dei servizi audio, sono i giovani (44%, anche se nel 2021 è aumentata la quota di ascoltatori adulti), laureati (27%), studenti (16%) e professionisti “elevati” (13%). In crescita, in Italia, anche il consumo di audiolibri, che nel 2021 ha registrato un +11% (per un totale di 10 milioni di ascoltatori) rispetto al 2020. In particolare, gli intervistati hanno dichiarato che preferiscono dedicarsi agli audiolibri a casa. Sono pochi quelli che si dedicano all’ascolto mentre fanno altro: il 22% mentre fa i lavori di casa, il 18% in macchina e il 16% mentre cucina.

In questo scenario risulta quindi evidente che l’editore non è una figura destinata a scomparire, bensì chiamata ad acquisire competenze sempre nuove e occhi capaci di cogliere le opportunità che vanno via via a delinearsi sfruttando l’innovazione digitale. Una figura quindi che non si occuperà solo di libri, ma dovrà anche essere in grado di mediare per rispondere alle nuove esigenze e ai nuovi prodotti editoriali e formati di differenti piattaforme.

Per sostenere e stimolare la ripartenza, l’Italia deve scommettere sulla cultura come chiave fondamentale per lo sviluppo della società. Un modo concreto per farlo è investire sulla formazione delle figure professionali anche in vista del Recovery Plan, che si prevede creerà 90mila posti di lavoro destinati ai giovani entro il 2023. Da queste premesse nasce il secondo Executive Program con il POLIMI Graduate School of Management: una sinergia già testata e feconda, capace di rispondere con creatività e professionalità alle nuove sfide lanciate dalle tecnologie e di creare nuove strade di crescita e ripresa del settore”, commenta Massimiliano Tarantino, Direttore di Feltrinelli Education.

L’innovazione digitale e i nuovi media possono rappresentare una chiave di volta per la ripresa ed il rilancio del settore dell’editoria. Diventa pertanto fondamentale, per i manager e i professionisti impiegati nel settore, conoscere i digital media e comprendere le modalità di gestione dell’innovazione, dal marketing digitale al data analytics and design thinking. Il lancio di questo secondo Executive Program con Feltrinelli Education rafforza ulteriormente le sinergie tra la nostra business school, da anni attiva sulla formazione in ambito di gestione dell’innovazione digitale, e Feltrinelli Education, player di riferimento nel mercato dell’editoria”, commenta Federico Frattini, Dean di POLIMI Graduate School of Management.