Crescono le intimidazioni a giornalisti e amministratori locali

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Sono aumentate del 14,3% le intimidazioni ai danni di amministratori locali, con 713 episodi nel 2021 rispetto ai 624 del 2020. Aumento ancora più consistente per gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, che al 31 dicembre 2021 si attestano a 232, +42% rispetto all’anno precedente.

I dati emergono dal monitoraggio del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale, il servizio interforze che cura le attività di analisi sui fenomeni criminali, sull’evoluzione di possibili scenari della minaccia e sulle conseguenti strategie di contrasto, e sono riportati nel ‘Rapporto Italia 2022’ dell’Eurispes che al Servizio analisi criminale dedica una scheda.

Il Servizio, tra le sue attività, supporta infatti l’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali e il Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. In questo ambito l’Eurispes ricorda che il 44% degli episodi è stato consumato attraverso i social network mentre l’11% degli avvenimenti è riconducibile a contesti di criminalità organizzata. Nel 2021, inoltre, sono stati censiti 53 episodi intimidatori nei confronti di giornalisti impegnati nella campagna informativa relativa all’emergenza pandemica. La tendenza all’aumento viene confermata anche nel 2021, dopo un 2020 nel quale i casi segnalati sono stati 163 (+87%).

Il Rapporto dà conto anche dell’attività di analisi criminologica della violenza di genere e riporta i dati, già resi noti dal Dipartimento di Pubblica sicurezza in occasione dell’8 marzo. Per i reati commessi nelle annualità 2018-2021 si rileva un tendenziale incremento per tutte le fattispecie, mentre l’incidenza delle donne sul totale delle vittime si mantiene pressoché costante, attestandosi intorno al 75% per gli atti persecutori, tra l’81 e l’83% per i maltrattamenti contro familiari e conviventi e con valori che oscillano tra il 91 e il 93% per le violenze sessuali.

Per quanto riguarda gli omicidi volontari consumati in Italia, si nota un decremento nell’andamento generale degli eventi e in quello relativo alle vittime di genere femminile (per entrambi -16%). Anche in ambito familiare/affettivo si evidenzia una diminuzione, pari al 9% per il totale dei delitti commessi e al 7% per quelli con le relative vittime di genere femminile; analogo decremento (-7%) per le donne vittime del partner o ex partner.