Malagò (Coni): Dipartimento per lo sport non ci rispetta, siamo stanchi e amareggiati

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“Abbiamo parlato con il dipartimento ma non ha prodotto i risultati che ritenevamo giusti e sacrosanti, ci dispiace, ci rattrista, c’è una legge, pensiamo di essere non solo risorsa ma un valore aggiunto del Paese e un pezzo dello Stato. Si è deciso di non agire in modo duro, che creerebbe ulteriori problemi, ma ci metteremo in condizione di rappresentare ad ogni livello le nostre istanze”. Lo ha detto – ripreso da Adnkronos – il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nelle conferenza post Giunta, parlando delle problematiche che ancora persistono nei rapporti con il Dipartimento per lo sport.

“La Giunta del Coni all’unanimità ritiene di non avere interlocuzione di rispetto da parte del dipartimento, questo è un grandissimo problema. Io personalmente sono non solo felice ma condivido che ci siano persone che hanno cariche istituzionali, come la Vezzali, disponibili al dialogo. Noi siamo felicissimi se siamo messi in condizione di essere rispettati, ma in modo oggettivo questo non c’è e lo possiamo dimostrare, ma siamo pacifisti, collaborativi, propositivi ma molto amareggiati e stanchi. Non è mai successo nella storia del Coni neanche ai tempi della Melandr”, ha aggiunto Malagò.

“Il problema non è tecnico ma al 100% politico. Le nostre delibere non trovano mai la disponibilità o l’assenso del Dipartimento. I rapporti con il Governo? Sono eccezionali, parlo abitualmente con tutti i ministri, ma dal Dipartimento si cerca di ostacolare il Coni per non inficiare il lavoro di Sport e Salute, perché il perimetro non è ben definito”, ha proseguito il numero uno del Coni.

Il presidente del Coni ha parlato poi della ipotesi di una società in house he si vorrebbe costituire. “È una società immobiliare come hanno tanti enti pubblici. Non solo è un nostro diritto, ma è la cosa più ovvia del mondo per numerosi motivi, tra cui le dinamiche fiscali. Si è fatto un caso incredibile attorno a questa società, ma i problemi sono altri. È folle, è assurdo”, ha aggiunto Malagò che ha raccontato un episodio sul tema. “Le delibere della Giunta, preparate dai nostri consulenti con curriculum importantissimi, sono sempre state bocciate dal Dipartimento Allora abbiamo deciso di delegare il Collegio del Revisori composto dalla presidente Daria Perrotta e dai componenti Pier Paolo Italia e Alberto De Nigro. Hanno lavorato 15 giorni alla delibera, non l’ho voluta nemmeno leggere. Il Dipartimento ha 20 giorni per rispondere, ho scommesso che la replica negativa sarebbe arrivata all’ultimo momento. Sapete a che ora l’abbiamo ricevuta? Alle 20.52 del ventesimo giorno. Questo non fa bene all’Italia e non fa bene allo sport. E’ tutto pretestuoso, tutto questo non porta pane, mi dispiace molto per il Governo italiano. Il tempo sarà galantuomo”, ha concluso il numero uno del Coni.