hacker

In Italia la pirateria online è diffusissima. Dalla vendita in nero alle foto coperte da copyright

Condividi

È notizia di qualche giorno fa che la Guardia di finanza ha sequestrato 40 canali Telegram e 500 risorse web, individuando 6.500 persone che, con soli 6 euro, vedevano partite attraverso siti di pirateria informatica. 

Ma cosa si intende per pirateria informatica? Secondo la Treccani, nell’ambito dei new media e di tutta l’economia di comunicazione, questo tema ha assunto un’importanza cruciale, distinguendo tra i pirati attivi e quelli passivi: i pirati attivi immettono in rete opere, prestazioni o prodotti online coperti da copyright, mentre i pirati passivi, le scaricano o si rivolgono a servizi streaming non ufficiali a fronte di un costo minore o pari a zero. 

Time2play ha avviato uno studio – riportato integralmente qui di seguito – sulla pirateria informatica in Italia, chiedendosi quanti tra i cittadini italiani scarichino file attraverso i torrent oppure guardino serie tv e film in streaming su siti illegali. Chiedendo agli intervistati del sondaggio per quale ragione scelgano la pirateria anziché i siti ufficiali per capire meglio i fattori culturali e sociali che spingono gli italiani verso la pirateria informatica, se facessero o meno altri usi illegali di internet, e quali.

Di seguito, i risultati dello studio.

Gli italiani e la pirateria informatica

La Pirateria In Italia

Detto sinceramente, alla domanda se si scaricano file attraverso i torrent oppure se si guardino serie tv e film in streaming su siti illegali, non siamo stati sorpresi dal 63,8% di coloro che hanno risposto: sì. Volendo capire meglio la portata del fenomeno, abbiamo chiesto al 63,8% di chi ha ammesso di praticare pirateria informatica, per quale ragione lo facesse. 

  • Il 62,6% ha risposto “ciò che amo guardare non è disponibile sulle piattaforme di streaming a pagamento”. 
  • Il 16,2% ha invece ammesso di “non poter pagare” alcuna piattaforma streaming ufficiale. 
  • Secondo l’11,6%, invece, “la qualità dei servizi streaming non vale il pagamento”. 
  • Infine, il 9,6% ha indicato “altre ragioni” per cui sceglie di scaricare file o guardare streaming illegale. 

Quali?

Beh, “contenuti dislocati su troppe piattaforme”. Oppure, “troppi servizi streaming diversi”. Tra le altre risposte:

  • “Non guardo abbastanza film e serie tv per abbonarmi, o giustificare un abbonamento”. 
  • “Pago tre abbonamenti ma non trovo quello che cerco”.
  • “Non voglio pagare se posso non farlo”.
  • “Voglio serie tv e film salvati in backup”.

Molti intervistati dichiarano infatti che la volatilità dei cataloghi online li scoraggiano dall’effettuare una sottoscrizione alle piattaforme streaming, preferendo invece scaricare film, serie tv e musica attraverso i torrent per poterli salvare sul loro hard disk e avere una sorta di collezione privata di loro gusto.

Un po’ di cultura e società

Ma la pirateria informatica è mossa anche da fattori sociali e culturali. Abbiamo chiesto nel nostro sondaggio quali fossero appunto i fattori sociali e culturali che spingono a scegliere la pirateria informatica, collezionando una serie di risposte a scelta multipla interessanti da coloro che ne hanno preso parte. Ecco il risultato:

  • Il 74,9% ha dichiarato “perché pagare per qualcosa che posso avere gratis?”.
  • Il 71,1% sceglie la pirateria a causa del “reddito basso”. 
  • L’8,8% ha indicato come motivazione il cliché “In fondo, agli italiani piace rubare”.
  • Il 6,6% lo fa per “andare contro le regole”.
  • Per il 2,4% la pirateria “è divertente”.
  • Il 3,4% ha indicato di scegliere la pirateria per “altre ragioni”.

Ecco quali: 

  1. Per vedere tutti i canali bisognerebbe abbonarsi a una quantità di piattaforme eccessive.
  2. Cataloghi online scadenti e piattaforme troppo care.
  3. Ritardo nell’arrivo di servizi streaming qui in Italia.
  4. Sicurezza di avere un backup.
  5. Troppa diramazione e piattaforme diverse.
  6. Contenuti dislocati su piattaforme diverse.
  7. Ci si sente in difetto a pagare per qualcosa, come i film o la musica, che in fondo non sono indispensabili.
  8. Le licenze in Italia arrivano dopo anni e sono tradotte da cani. 
  9. Sul sito pirata si trova tutto, di una qualità audiovisiva e sottotitoli migliori. 

Il mondo illegale di internet

Web Illegale Pirateria

A questo punto ci siamo chiesti se ci fossero altri modi di usare internet illegalmente. Il 28,5% degli italiani che hanno preso parte al nostro studio, ha ammesso di fare altri usi illegali del web. Le attività illecite sono varie e sembrano proprio qualcosa in cui ci si imbatte quotidianamente nel mondo di internet. 

  • Il 44,2% degli intervistati usa programmi senza licenza sul pc.
  • Il 37,7% scarica musica e film. 
  • Il 25,3% guarda canali tv online su siti non ufficiali.
  • L’8,9% vende oggetti online senza dichiarare i guadagni al fisco.
  • Il 7,9% pubblica su internet, blog o social network, foto e immagini coperte da copyright. 
  • Il 6,5% ammette di collegarsi alla rete Wi-Fi del vicino.
  • Il 5,8% ha sbloccato il cellulare per renderlo compatibile con altre sim.
  • Il 3,8% insulta qualcuno su internet o Facebook. 
  • Il 4,1% svolge “altre” attività illegali su internet. 

E le altre attività illegali svolte su internet dai nostri intervistati sono principalmente inerenti il mondo dell’editoria e dell’intrattenimento. Il 4,1% dei partecipanti al nostro studio: scarica ebook, scarica articoli scientifici, scarica libri in pdf oppure libri universitari coperti da copyright. 

Ma non mancano di certo coloro che scaricano videogiochi e app craccate, e neppure chi è dedito al cyberstalking online. 

Metodologia

A maggio 2022 abbiamo intervistato 1.120 italiani provenienti da tutte le 20 regioni italiane. L’età media degli intervistati va tra i 18 e i 33 anni e il reddito familiare medio annuo è 26.383 €. Alcuni dei quesiti posti prevedevano una scelta multipla.