Vladimir Putin (Foto Ansa)

100 giorni di guerra ma in Russia vietato parlarne. Ritorsioni per i media stranieri

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Il ministero degli Esteri prepara misure contro l’informazione americana con cui rispondere alla politica di Washington contro i media legati al Cremlino

Nel giorno in cui l’invasione dell’Ucraina raggiunge la cifra simbolica dei 100 giorni dal suo inizio, continua anche la guerra che Mosca sta facendo all’informazione. Fin dalle prime giornate di quella che in Russia è vietato chiamare guerra, dal Cremlino si sono moltiplicate le misure per mettere a tacere le voci dell’informazione indipendente, con anche l’approvazione di leggi che prevedono fino a 15 anni di reclusione per chi diffonde fake news sull’esercito.

Ai media russi è stato vietato di parlare di cento giorni di guerra. Secondo quanto Adnkronos riporta dalla testata russa Meduza, il portavoce di Putin, Peskov ha comunicato che l’operazione speciale in Ucraina ha raggiunto determinati risultati e continuerà fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi. Contemporaneamente, ai media statali in Russia alla vigilia del 3 giugno, il centesimo giorno dell’invasione dell’Ucraina, è stato ordinato di non riprodurre l’argomento della durata della guerra e di non concentrarsi su di esso.

Le ritorsioni contro i media inernazionali

Le pressioni di Mosca non si sono concentrate solo sui media nazionali, ma progressivamente sono andate a rendere più difficoltoso anche il lavoro di quelli internazionali. Non solo con l’oscuramente dei siti, ma anche con le minacce di limitare i visti d’ingresso per i giornalisti o la chiusura degli uffici di corrispondenza. Cosa successa per esempio non troppo tempo fa alla canadese Cbc.

Mosca ha sempre presentato queste misure come delle ripercussioni per le restrizioni che i paesi occidentali hanno riservato alle emittenti legate al Cremlino, oscurate nella diffusione con bandi, come fatto dall’Ue, o bloccate dai social.

Convocazione per i media Usa

Sempre allo stesso modo il Ministero degli Esteri russo ha giustificato la convocazione di lunedì 6 giugno inoltrata ai vertici dei media americani presenti nel paese. Durante l’incontro, spiega Ruters, verranno notificate misure severe in risposta alle restrizioni statunitensi contro i media russi.

La convocazione, ha affermato la portavoce del ministero Maria Zakharova, serve per “spiegare le conseguenze della linea ostile del loro governo nella sfera media”. “Se il lavoro dei media russi – operatori e giornalisti – non viene normalizzato negli Stati Uniti, inevitabilmente seguiranno le misure più severe”, ha aggiunto.

Maria Zakharova (Foto Ansa)
Maria Zakharova (Foto Ansa)