Adolfo Urso (Foto LaPresse)

Fake news, Urso (Copasir): serve responsabilità editoriale dei Social

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Tecnologia e globalizzazione, dice il parlamentare, sono i mezzi su cui si muovono i paesi autoritari “per penetrare in Occidente”

“Ritengo sia giusto lavorare perchè ci sia la responsabilità editoriale dei social network perchè l’anonimato cessi”. A dirlo il presidente del Copasir, Adolfo Urso, intervenendo alla Assemblea del Global Committee for the rule of Law.

‘Tutelare l’Occidente’

“Ognuno può dire quello che vuole, ma dobbiamo sapere chi lo dice per avere la certezza della fonte”, ha ribadito, sottolineando che “tecnologia e globalizzazione sono diventati binari su cui i sistemi totalitari tentano di penetrare nell’occidente”.
“Dobbiamo essere consapevoli, a prescindere che la invasione russa abbia termine in Ucraina, che la guerra ibrida o grigia continuerà: risponde a un progetto specifico che ci è stato preannunciato dal fatto che Xi Jimping abbia lanciato la Via della Seta. Dobbiamo tutelare l’Occidente e la libertà tutelando la libertà della informazione e della conoscenza oltre che l’affidabilità delle fonti di informazione”, ha concluso.

I pericolo provenienti dai paesi autoritari

In mattinata, intervenendo a Rai News 24 Urso aveva già espresso un concetto simile. “Che esista una macchina della disinformazione e della propaganda che agisce da almeno 10 anni, ha affermato a ‘Mattina 24’, non lo dico io, ma istituzioni del Parlamento europeo che hanno censito oltre 13.800 fake news propagate dai russi”. Gli Stati autoritari, ha aggiunto Urso, “attuano prima al loro interno meccanismi di controllo dell’opinione pubblica, anche grazie alla tecnologia, e poi hanno usato la stessa macchina per condizionare le nostre democrazie”.

Le audizioni sul tema

Da quando è iniziata la guerra in Ucraina, il 24 febbraio scorso, è aumentata l’attezione che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha riservato al tema della disinformazione, avviando anche delle indagini conoscitive sul tema.

In questo contesto, per mettere a fuoco anche il ruolo di ospiti e giornalisti russi nelle trasmissioni italiane, il Copasir ha svolto le audizioni dell’ad Rai, Carlo Fuortes, del presidente Agcom, Giacomo Lasorella e del sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles.