Rossetti (Open Fiber): su Rete unica c’è volontà di tutti; manca manodopera

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Sul timing per il progetto sulla rete unica, “il tema del 31 ottobre è importante, ma non è quello che fa la differenza; sicuramente si è nelle condizioni se c’è la volontà di tutti”. Lo afferma l’amministratore delegato di Open Fiber, Mario Rossetti, durante un incontro con la stampa, a Milano., rispondendo a chi gli chiedeva se una conferma sul timing della nascita della Newco per la rete unica.

“Ora -spiega Rossetti ripreso da Adnkronos – ci sono delle date importanti, ad esempio Telecom deve presentare il il 7 luglio il piano industriale”. In ogni caso “posso dire che se c’è volontà non c’è problema di tempi, ma ci deve essere la volontà dei soci”. In ogni caso “non sono preoccupato della difficoltà di trovare” per quella data “un accordo a livello industriale o tecnico”, perché “è un tema che riguarda il livello superiore” degli azionisti.

Dopo la firma del MoU “noi come Open Fiber siamo assolutamente convinti della bontà del progetto sulla rete unica, che sia qualcosa di significativo per il Paese e la sua digitalizzazione definitiva”.

“Noi -spiega Rossetti- guardiamo al tema dal punto di vista industriale, che per noi è la cosa più importante”, mentre “ci appassiona meno l’accordo sulle valutazioni”. Anche perché “ci sono talmente tante controparti in questo discussione, che riguarda gli azionisti”.

“Le aree bianche rappresentano una priorità aziendale e un tema sociale prima ancora che economico, perché la connettività è importante per la vita di tutti i giorni. Tutta l’azienda è impegnata su questo fronte, ma ci sta fermando la mancanza di manodopera”.

“Se avessimo 1.500 risorse – spiega Rossetti- saremmo in grado di metterle al lavoro già domani mattina”. E per risolvere questo problema “stiamo utilizzando tutte le modalità, anche straordinarie, finora non utilizzate”. Open Fiber “ha registrato un significativo ritardo alla fine dello scorso anno; ora c’è un’attenzione particolare per cercare di accelerare e ridurre il più possibile i ritardi”.

In primo luogo, “l’azienda si sta dotando di risorse proprie per assumere persone direttamente, ci stiamo dotando di una campagna sui media cartaceo e digitali e stiamo guardando ad altri operatori, anche internazionali, che possano entrare in questo mercato perché lo sforzo è significativo”. Nel frattempo “abbiamo spostato risorse dalle aree nere, quelle dove ci sono più margini e concorrenza, alle aree bianche”. Rossetti si è anche detto disponibile all’eventualità di coinvolgere i detenuti impegnati in percorsi di recupero.

Nei primi 5 mesi, afferma Rossetti, “abbiamo chiuso 538 cantieri per la fibra Ftth, il 20% di quanto fatto negli ultimi 4 anni”. Quanto ai ritardi, il tema “non sono i soldi né la società, se oggi c’è un tema che riguarda Open fiber è quello del lavoro: avere la capacità di mettere a terra tutto il lavoro che abbiamo, considerando anche i tempi previsti per cablare le aree grigie che sono a scadenza del 2026. E’ un problema che riguarda l’intero Paese”. Quanto ai cantieri nelle grandi città, “sulle aree nere non siamo in ritardo” ma “aver preso la decisione di spostare risorse verso le aree bianche potrebbe avere qualche impatto in quello che succederà nei prossimi mesi”.