Nella foto, da sinistra: Carlo Mochi Sismondi e Giuseppe Moles

Editoria, Moles: da governo strumenti per riconoscere corretta informazione

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La buona informazione è “un interesse nazionale”, dice il sottosegretario all’editoria dal Forum Pa. Serve certificarla, dice, ma senza censure

“Considero la buona informazione come un interesse nazionale. Il ruolo del governo è di certificare la corretta informazione, senza qualsiasi possibilità di censure preventive o successive, perché non è compito del governo. Compito del governo è fornire tutta una serie di strumenti per consentire al cittadino di farsi una corretta opinione, distinguendo tra i fatti e le opinioni”. Lo ha detto il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles, in un incontro al Forum della PA (nella foto con il presidente Carlo Mochi Sismondi)

Da digitale spinta a disinformazione

“Dico sempre che la disinformazione è sempre esistita, non è la pandemia o la guerra che hanno fatto esplodere il fenomeno – ha proseguito Moles -. Il digitale ha solo accentuato il fenomeno. Il modo migliore di combattere la disinformazione è sostenere con tutti gli strumenti possibili la buona informazione. Noi abbiamo messo a disposizione di tutta la filiera in poco più di un anno circa 830 milioni di euro. Non da ultimo nella nota di bilancio di dicembre, abbiamo approvato un fondo straordinario per l’editoria. Il sostegno al sistema editoriale certificato è uno strumento che consente di mettere la professionalità degli addetti ai lavori a servizio della lotta della disinformazione”.

Fornire gli strumenti

“Abbiamo il dovere – ha sottolineato ancora il sottosegretario – di fornire tutti gli strumenti più utili per distinguere tra la corretta informazione e le fake news. A questo proposito, è recentissimo il fatto che all’interno delle linee guida sulla cyber-sicurezza un ruolo è stato riservato al Dipartimento dell’Editoria come soggetto attivo per compagne di informazione istituzionale contro la disinformazione e per l’uso sano e consapevole degli strumenti che abbiamo a disposizione”.

“A breve faremo una serie di tavoli informali su questi temi, compresa la disinformazione, perché credo che l’elemento umano sia fondamentale: la responsabilità, la professionalità degli addetti ai lavori deve essere utilizzata per combattere il fenomeno della disinformazione – ha affermato -.

In un passaggio del suo intervento Moles ha citato anche i dati emersi dal Digital News Report 2022 di Reuters, in particolare il fatto che “il 15% degli under 25 si informano su un noto social network”.
“Evidentemente ci vuole la collaborazione di tutti gli stake holders del settore per far sì che ci sia una serie di veicolazioni positive. Noi un esperimento lo abbiamo fatto in passato, durante la pandemia: attraverso sottoscritto un accordo con un noto motore di ricerca per far sì che chiunque chiedesse informazioni sui vaccini o sulla pandemia venisse automaticamente indirizzato alle pagine del ministero della Salute, dove c’era la possibilità di avere non solo fonti certificate ma anche la risposta a tutta una serie di domande che potevano insorgere”.