Top programmi informazione: tutto il podio per Rai3. Rete 4 e La7 inseguono

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La graduatoria dei brand tv d’informazione non cambia di molto da aprile a maggio, con ‘Che tempo che fa’ che rimane leader e ‘Report’ al secondo posto. Rai3 domina la scena e stacca le altre ‘ibride’, Rete 4 e La7.

Primo Fabio Fazio con ‘Che tempo che fa’, secondo Sigfrido Ranucci con ‘Report’ – che rimangono al posto che occupavano il mese scorso – e terzo il Tg3, che rispetto alla graduatoria di aprile sorpassa ‘Propaganda Live’, retrocesso al quinto.

La classifica di maggio, realizzata da Sensemakers per Primaonline.it, racconta che tra i programmi di informazione più social in quarta posizione c’è Mario Giordano ed il suo ‘Fuori dal coro’, nonostante abbia regalato alla concorrenza una settimana (in tv il programma si è concluso il 24 maggio) .

Nessun calo per i primi della classe

I numeri di base – interazioni nelle quattro principali piattaforme e videoviews su Facebook e Instagram – dicono che il mese scorso, con molte trasmissioni arrivate in tv alle ultime puntate, e poche che stanno andando avanti anche a giugno, le performance dei primi in graduatoria non sono calate.
‘Che tempo che fa’ ha portato a casa 3,1 milioni di interazioni (+165) e 9,5 milioni di videoviews (+24), in buon progresso rispetto al mese precedente. Sintomatico che nel programma di Fazio tornino ad essere trainanti le boutade, le battute e anche le gaffes di Luciana Littizzetto, e non soltanto i servizi e gli aggiornamenti sulla guerra in Ucraina.

Su Facebook il post che raccoglie più interazioni riprende una delle sue “lettere”, in questo caso indirizzata a Elisabetta Franchi in seguito al polverone sollevato dalle dichiarazioni dell’imprenditrice sulle donne da assumere “sopra gli anta”.

Il video con il dato più alto di visualizzazioni è invece la ricondivisione delle stories di Fedez che riprendono la prima cotta della piccola Vittoria. Sono cresciute (quasi 700 mila interazioni e 6,5 milioni di videoviews) anche le performance social del più solido brand d’inchieste made in Italy. I contenuti più performanti spaziano su diverse tematiche: dalla solidarietà espressa nei confronti di Paolo Mondani, che dopo l’inchiesta sulla Strage di Capaci è stato oggetto di perquisizioni della Dia insieme alla redazione del programma, ai contenuti sul conflitto russo-ucraino o altri temi di cronaca.

Bene Fazio e Ranucci, gli altri non crescono

Fanno invece peggio del mese precedente il terzo in classifica (Tg3) e il quinto (‘Propaganda Live’), mentre migliora la posizione e la prestazione Mario Giordano, nonostante sia stato il primo dei talk politici di Cologno ad osservare il riposo stagionale.

Tra i power brand di Rete4 va segnalata la crescita di ‘Quarta Repubblica’: il programma di Nicola Porro ha guadagnato sette posizioni nel confronto con il mese precedente (+164% sulle interazioni e +100% sulle visualizzazioni video) e mette in fila, il TgLa7, #Cartabianca, il Tg1, il Tg2. Tra gli sfidanti del giovedì, spesso in equlibrio per Auditel, è quasi parita anche sui social: 88 mila interazione per il brand curato da Paolo Del Debbio e 85 mila per quello affidato a Corrado Formigli, ma con Del Debbio dominante per videoviews (1,3 milioni).

Da segnalare l’ingresso in classifica del “TGR Friuli-Venezia Giulia grazie alla condivisone di contenuti di cronaca generali.

Graduatoria reti: 6 titoli su 15 per Rai3, 4 posti a Rete4, 3 per La7.

Negli equilibri per gruppi e per reti, a maggio le cose non cambiano molto. Anche se diventa più evidente il predominio della terza rete. Oltre ad avere tre propri brand sul podio, il canale colloca #cartabianca all’ottavo posto, ‘Blob’ al tredicesimo, il Tgr al quindicesimo. Sorprende un po’, ma non è una novità, l’assenza di Canale5, ma anche quella delle tematiche di news. Il Tg1 è nono e il Tg2 decimo, ma sono entrambi molto distanti dalle prestazioni social del Tg3 e del TgLa7.

Best performing post: si parla meno di guerra. E pochissimo di Covid

Rimozione, saturazione, assuefazione. Nonostante le polemiche costanti sul tema – tra le ultime quelle sulla lista dei putiniani pubblicata dal Corsera – la guerra sta perdendo terreno e spazio sia nei palinsesti informativi che tra i contenuti social più performanti. Maggio pare suggerire, anche sul versante dell’informazione, una tendenza ad una maggiore ‘leggerezza’.

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Nel mese di aprile all’interno della classifica dei Best Performing post, 10 post tra i top 15  trattavano l’argomento guerra. Nel mese di maggio il numero è calato a quattro (di cui due su Twitter, veicolo di notizie di carattere più esplicitamente informativo). Resiste, ma è devenuta quasi marginale, l’attenzione alle dinamiche e alle novità della pandemia: a maggio solo due su quindici contenuti sono stati legati o correlati al Covid.

In testa sia su Facebook che su Instagram c’è Fazio, ed in entrami casi al secondo posto c’è ‘Report’. ‘Che tempo che fa’ è leader anche su Twitter, ma davanti al TgLa7, secondo con il messaggio di Enrico Mentana.

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