Vladimir Putin (Foto Ansa)

Russia, gli hacker ritardano il discorso di Putin al Forum di San Pietroburgo

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E’ slittato di un’ora il discorso del presidente russo Vladimir Putin al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF). Il motivo? “un attacco informatico al sito web del forum” che, ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha “interrotto il sistema di ammissione alla riunione plenaria”.

L’attacco hacker, segnala AdnKronos, è iniziato la sera precedente e ha disabilitato il sistema di accrediti e di ammissioni degli ospiti al Forum annuale, provocando una serie di problemi all’ingresso. Il discorso avrebbe dovuto slittare di un’ora, alle 3 (le due in Italia), ma il ritardo si è esteso.

L’attacco all’America

Le anticipazioni sull’intervento di Putin all’incontro – definisto come la ‘Davos russa’ – parlavano di un discorso fiume, in cui il presidente avrebbe toccato la situazione economica globale.
Previsioni rispettate. “Gli Usa pensano di essere l’unico centro del mondo”, ha detto Putin in un passaggio del suo intervento ripreso dalla agenzie. Che ha continuato “l’era dell’ordine mondiale unipolare è finita, nonostante tutti i tentativi di conservarlo con qualsiasi mezzo”.

“Dopo aver rivendicato la vittoria nella Guerra Fredda, ha detto ancora, gli Stati Uniti si sono dichiarati il messaggero di Dio sulla Terra, che non ha obblighi, ma solo interessi, e questi interessi sono sacrosanti”

Europa senza sovranità

Putin non ha risparmiato attacchi all’Occidente, accusato di minare “intenzionalmente le fondamenta internazionali in nome delle loro illusioni geopolitiche”.
“L’Unione europea ha perso irreversibilmente la sovranità” mentre “le sue élite ballano con un’altra musica”, ha affermato ancora, aggiungendo che l’attuale situazione nel continente “porterà a un’ondata di radicalismo e in prospettiva ad un cambiamento di élite”.

Sanzioni folli

Sul fronte economico, Putin ha definito le sanzioni contro la Russia “folli e sconsiderate”. “Il loro scopo è schiacciare l’economia della Federazione russa ma non non hanno funzionato”, ha aggiunto.
“I politici europei hanno inferto un serio colpo alle proprie economie” con le sanzioni. “Con le proprie mani hanno danneggiato le loro economie. L’inflazione in alcuni Paesi europei ha già superato il 20%”, ha chiosato.

Ma Putin si è detto possibilista sul fatto che presto tornino i partner internazionali. “Non ho dubbi che con il passare del tempo molti dei nostri partner, o almeno quelli europei, torneranno al mercato russo e lavoreranno qui con piacere. Non ho dubbi su questo. La vita li porterà a questo. Noi non lo impediremo, siamo aperti al mondo”.

L’invito alle aziende russe

Putin ha “invitato le principali aziende russe ad investire nel Paese”, collegando “il loro futuro ed il futuro dei loro figli alla Russia”. I recenti sviluppi dimostrano che “nessun posto è come la propria casa”, ha aggiunto.
“Il nostro Paese ha un enorme potenziale e gli obiettivi che richiedono impiego di forze sono innumerevoli. Investite qui, investite nella creazione di nuove imprese, posti di lavoro, nello sviluppo di infrastrutture turistiche, sostenete scuole, università, sanità, servizi sociali, cultura e sport”, ha dichiarato ancora.

Lo stesso principio vale anche per lo sviluppo di tecnologie: “non bisogna essere solo utenti di soluzioni tecnologiche, ma creare”.