Lorenzo Casini (foto LaPresse)

Calcio e diritti tv, Casini: più opportunità intervenendo su limiti da legge

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“La Lega di A riflette tutte le virtù e i vizi del Paese. E questo la rende interessante”. A dirlo il presidente della stessa Lega, Lorenzo Casini, che, a 100 giorni dalla sua elezione – dopo le dimissioni di Paolo Dal Pino – ha fatto una serie di considerazioni sulla situazione calcio in Italia, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

“Parliamo di un settore con straordinarie risorse e opportunità non solo economiche, ma anche culturali e sociali”, ha detto Casini che ha affrontato tematiche come la ricerca di risorse e la situazione stadi. Tutte questioni che non riguardano strettamente solo il mondo del pallone, ma coinvolgono su ampia scala anche la politica.

Costi e ricavi

“Le risorse possono aumentare sia incrementando i ricavi, sia riducendo i costi”, ha spiegato. “Nel primo caso, la commercializzazione dei diritti audiovisivi all’estero va liberata da limiti legislativi che riducono le opportunità. Per esempio, vi è un termine massimo di 3 anni, mentre in altri Paesi si arriva anche a 8-9. È un tema che il Parlamento e il Governo, con la sottosegretaria Vezzali, che ringrazio, hanno ben compreso”.
“Poi gli investimenti sulle nuove tecnologie, come fan token e Nft quale ulteriore fonte di reddito, anche se più volatile e incerto, come ha osservato anche Bill Gates. Ci sono gli introiti dal betting, da cui il calcio non ricava nulla pur essendone l’oggetto. E infine c’è il tema di lungo periodo dei ricavi da investimenti su infrastrutture e stadi”.

Sul come ridurre i costi del sistema, Casini ha chiamato in causa le attività di mercato e il fisco. “Si può partire dalle commissioni a mediatori e procuratori, un caso non solo italiano e su cui la Fifa interverrà in autunno con un nuovo regolamento. Poi serve rivedere la normativa fiscale: un tema è la mancata deducibilità dell’Irap, perché i contratti dei calciatori sono per forza a tempo determinato”.

Cabina di regia con il Governo per gli stadi

E poi il tema stadi. “Il primo problema sono procedure e tempi, con amministrazioni spesso in difficoltà. Un rimedio su cui la sottosegretaria Vezzali sta lavorando, e che condivido, è avere una cabina di regia del governo con tutte le amministrazioni interessate, la Figc, le Leghe, l’Istituto credito sportivo, per esaminare i dossier e cercare di sciogliere tutti i nodi che rallentano le procedure”.

I fondi d’investimento tra i proprietari dei club

Inevitabile anche un accenno ai cambi di proprietà, con la presenza sempre più alta di fondi di investimento stranieri. Da ultimo il passaggio del Milan da Elliot a Red Bird. “Vedo bene sia l’investimento da parte di proprietà straniere, sia di fondi. Significa credere nelle capacità di crescita della Serie A. Diverse esperienze e nazionalità possono arricchire la Lega. Le proprietà Usa possono portare più investimenti sul calcio femminile, un movimento che la Figc ha fatto crescere e che, con il passaggio al professionismo, spero possa in futuro entrare nella Lega con una sua divisione”