Valentina Vezzali (foto Ansa)

Sport e pirateria, danni da 267 milioni. Azioni comuni per arginare il fenomeno

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Agli stati generali Fapav, rappresentati di istituzioni, calcio e broadcaster si sono confrontati sul tema

Negli ultimi due anni è aumentato il numero di atti di pirateria a carico degli eventi sportivi. Se nel 2019 l’incidenza era al 10%, due anni (e un lockdown) dopo, la percentuale è salita al 15%, con perdite che – secondo l’indagine promossa da Fapav sul fenomeno in Italia – si aggirano a 267 milioni per il settore.

Vzzali: task force h 24

“Lo sport è fra le industrie più colpite”, ha denunciato la sottosegretaria del Governo, Valentina Vezzali, prendendo parte agli ‘Stati generali della lotta alla pirateria tra legalità e sicurezza’, dove la ricerca è stata presentata.
“A livello normativo la politica sta cercando di porre rimedio alla mancanza di celerità e flessibilità nel contrastare la pirateria. A questo riguardo, confermo il mio supporto a dar vita a una task force operativa h24 per tutti i giorni della settimana, così da poter garantire attività di contrasto tempestive anche nei fine settimana, periodo temporale in cui si registrano i picchi di accesso ai contenuti in diretta, quali ad esempio gli eventi sportivi”, la proposta dalla sottosegretaria.

De Siervo: perso 1 miliardo in 4 anni

In tutto le fruizioni perse per il mondo sportivo sono circa 11 milioni. Ma se da una parte la tecnologia ha aiutato il fenomeno a crescere, dall’altra “credo che ce ne tirerà fuori” è il punto di vista dell’ad della Serie A, Luigi De Siervo.
Negli ultimi quattro, secondo De Siervo, i soldi persi per pirateria dal calcio italiano si attestano sul miliardo, una cifra che si aggiunge alle perdite da 1,5 miliardi legate al Covid.

Luigi De Siervo (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Secondo il manager, il problema pirateria in Italia ha anche una radice culturale. “Il nostro è un paese che ci fa preoccupare quando i nostri figli delinquono fingendo che non sia così con la pirateria – ha continuato – Il comparto del calcio ha bisogno delle risorse che perde. Non è possibile nel 2022 che accada tutto questo, è il momento di dire basta e che che il lavoro svolto dal Parlamento arrivi a risultato concreto. Dobbiamo fare la storia della legalità dei prossimi anni”.

De Laurentiis: pirateria problema di tasche

Luigi De Laurentiis, presidente del Bari, ha offerto una chiave di lettura diversa per inquadrare il fenomeno. “La pirateria diventa un problema anche di tasca e non me ne vogliano le piattaforme. Quante sono ora sul mercato? Tantissime, e quanto si spende? Ad oggi ancora tanto. La pirateria si sconfigge anche grazie a un’offerta allettante e che alla percezione dell’utente oggi magari è troppo cara”.

“Questo non è colpa delle piattaforme però. Magari non è l’unica soluzione, ma necessariamente si andrà verso prezzi più allettanti perché sennò diventa insostenibile”, ha aggiunto, rimarcando la necessità di educare soprattutto i più giovani per contrastare il fenomeno.

Azzi: azioni per arginare pirateria. Duilio: tutelare chi paga

In rappresentanza delle piattaforme per la trasmissione degli eventi sono intervenuti Stefano Azzi, ceo di Dazn, e Andrea Duilio, ceo di Sky Italia.
“La rivoluzione in atto nel mondo dello streaming sta facendo emergere la necessità di ripensare le azioni da implementare per arginare il fenomeno e rallentarne lo sviluppo e la diffusione della pirateria. Tutelare il valore dell’industria sportiva italiana sostenendo l’intero sistema impegnato ogni giorno a contrastare il fenomeno della pirateria è fondamentale. Solo attraverso uno sforzo congiunto e deciso riusciremo a fornire risposte rapide e concrete”, il punto di vista di Azzi.

“E’ cresciuta la domanda di contenuti, ci sono tantissimi investimenti, cosa che da tantissimo lavoro anche all’indotto”, ha puntualizzato Duilio. “Tutto questo la pirateria lo brucia. Andando avanti avremo sempre meno persone assunte che non troveranno spazio. La pirateria banalizza il contenuto. E’ una perdita culturale anche per il Paese. In Inghilterra si interviene in tempo reale, bisogna proteggere anche le persone che pagano”.