Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Dal terremoto Di Maio al funerale del grillismo. Lo strappo M5S sui quotidiani

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La storica scissione nei 5 Stelle con l’addio di Luigi Di Maio, seguito da una sessantina di parlamentari, domina le pagine dei quotidiani.

Lo strappo tra Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle è diventato ufficiale nella serata del 21 giugno, dopo giornate concitate per i pentastellati, con il ministro degli Esteri messo sulla graticola per le sue dichiarazioni critiche sulla guida di Giuseppe Conte, tra la debacle elettorale e le posizioni “in contrapposizione” sulla guerra in Ucraina.
Uno scontro per cui tra le fila M5S era avanzata l’ipotesi di una espulsione di Di Maio, e che ha visto scendere in campo anche il fondatore Beppe Grillo, con l’invito sul blog a parlare “con coraggio e senza espedienti” se “qualcuno non crede più nelle regole del gioco”.

La conferenza

“E’ una scelta sofferta che mai avrei immaginato di dover fare”, ha detto Di Maio in una conferenza stampa di 20 minuti, senza possibilità di fare domande, spiegando i motivi della rottura e annunciando la nascita del nuovo gruppo ‘Insieme per il futuro’. “Non sarà una forza politica personale, non ci sarà spazio per l’odio, populismo, sovranismo ed estremismi”, ha rimarcato.
Non sono mancate critiche ai suoi ex compagni di movimento, accusati di irresponsabilità verso il governo, “messo in difficoltà” per “provare a recuperare qualche punto percentuale senza riuscirci”, e di ambiguità per le posizioni su vaccini, green pass e da ultimo la guerra in Ucraina.

“Abbiamo scelto di fare un’operazione verità”, ha aggiunto ancora Di Maio che ha sconfessato anche alcuni principi su cui Grillo a costruito l’immagine dei 5 Stelle. Come l’idea che uno valga l’altro. “Da oggi inizia un nuovo percorso. Per fare progredire l’Italia da Nord a Sud verso le sfide globali abbiamo bisogno di aggregare i migliori talenti e le migliori capacità, perché uno non vale l’altro”.

Le prime pagine

Come hanno scelto di raccontare la vicenda i quotidiani italiani? Ecco una carrellata delle prime pagine.
Corriere della Sera e Repubblica scelgono delle immagini quasi metaforiche: ‘Terremoto Di Maio sui 5 Stelle’ titola il primo, mentre sceglie un ‘Polvere di 5 Stelle’ il secondo.

Il tema delle stelle torna anche sul ‘Tempo’ che titola ‘Di Maio spegne le stelle’, riproponendo come foto nello spazio di Osho lo storico scatto con l’esultanza grillina dopo l’accordo sul Def del 2018 con un caustico “abbiamo abolito il movimento 5 stelle”.

I fatti politici della giornata

‘La Stampa’ e ‘Il Manifesto’ uniscono l’addio di Di Maio al voto sulla risoluzione di maggioranza sulla guerra in Ucraina e il sostegno a Kiev, che rischiava di mettere in difficoltà il Governo.
Se il quotidiano di Torino racconta gli avvenimenti citando i protagonisti dei due momenti – Draghi e Conte per il primo, Di Maio per il secondo, Il Manifesto sintetizza il tutto con un abile ‘armi e bagagli’, richiamando sia la guerra, sia la spaccatura dei 5Stelle.

Sceta simile a livello di contenuti per ‘Il Sole 24 Ore’ che però posiziona le vicende politiche di spalla, dedicando l’apertura al tema dell’inflazione. ‘Sì pro Kiev, 5S spaccati’ scrive Avvenire.

Espulsione e il nuovo partito

‘Alla fine è Di Maio a espellere i 5 Stelle’ titola Il Resto del Carlino, alludendo alla misura ‘punitiva’ invocate da alcuni grillini contro il ministro degli Esteri.

Concetto simile ma con toni critici contro Di Maio per il ‘Fatto Quotidiano’. ‘Di Maio libera i 5Stelle e fonda la nuova Udeur’ è il titolo scelto, derubricando come ininfluente il movimento appena nato, paragonandolo a quello (quasi dimenticato) lanciato da Clemente Mastella alla fine degli anni ’90.
Ipotizzandone un futuro non di peso per ‘Insieme per il futuro’, la Verità si riferisce alla neonata formazione come un ‘partitino’. Da sottolineare la scelta del giornale di Belpietro di non dedicare alla vicenda l’apertura.

Le conseguenze per i 5Stelle

Altri titoli puntano sulle conseguenze per i pentastellati. Per il Giornale lo strappo è ‘La fine dei 5 stelle’ e ‘Il Funerale del Grillismo’. Libero sceglie un enfatico ‘Booom’ scritto in rosso, che sembra fare da sottofondo sonoro al titolo ‘Di Maio lascia, M5S esplode’.

‘Il Mattino’ di Napoli parla di ‘M5s a pezzi’, mentre il Messaggero sceglie un ‘scissione M5S’.

‘Domani’ si concentra sulla risoluzione per l’Ucraina e l’appoggio votato dal Movimento 5 Stelle. ‘Il governo resiste fino alla prossima turbolenza’, titola il quotidiano, relegando Di Maio alla seconda riga dell’occhiello.
Il Foglio mette l’accento sulla ‘Tragedia ucraina, nella farsa grillina’