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Radio, la pubblicità cresce e si consolida. Fcp: bene la diversificazione

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A maggio +2% nel fatturato, con progressivo nei 5 mesi a +3,6%

Dopo il quasi +8% registrato ad aprile, performance più contenuta, ma sempre in positivo, per gli investimenti publicitari radiofonici che a maggio crescono del 2%. Lo certificano i dati dell’Osservatorio Fcp-Assoradio coordinato dalla società Reply, che registrano un progressivo nei primi cinque mesi del 2022 che si attesta al +3,6%.

Amorese: crescono fatturato, inserzionisti e campagne

“Dopo un bimestre di inizio anno un po’ incerto prosegue con il mese di maggio (terzo risultato utile consecutivo) il buon andamento dei fatturati pubblicitari radiofonici”, segnala il presidente Fcp-Assoradio, Fausto Amorese.

“Nei primi cinque mesi dell’anno 2022 risultano ampiamente favorevoli la maggioranza degli indicatori che, combinati fra di loro, denotano la solidità del nostro comparto. Oltre alla crescita dei fatturati pubblicitari registriamo infatti un parallelo incremento degli inserzionisti (+21%) e delle campagne pubblicitarie (+12%).
La diversificazione della clientela è, nello specifico, un elemento di particolare rilevanza ed attesta la duttilità del mezzo radiofonico in termini di risposta alle esigenze di pianificazione di aziende con caratteristiche differenziate in termini di volume di affari e mercati di appartenenza”.

I comparti in crescita

“Le nostre consuete analisi, prosegue Amorese, basate su un confronto in volumi di spazi (secondi), confermano nel periodo gennaio-maggio 2022 il favorevole andamento di numerosi comparti economici.
Fra di essi si sono distinti in particolare Distribuzione, Abitazione, Finanza-Assicurazioni, Turismo e viaggi, Edilizia e Farmaceutici”. 

Da evidenziare come i settori indicati esprimano un trend positivo anche se correlati allo stesso periodo del 2019, nel quale non si era ancora manifestata la crisi pandemica. Nella sostanza possiamo affermare che per diverse aziende/settori merceologici si è ormai rientrati in un contesto di relativa normalità, nel quale permangono certamente elementi di incertezza (connessi anche al conflitto in corso), ma prevale comunque una gestione degli investimenti pubblicitari più riflessiva e meno condizionata dai fenomeni contingenti”.