L’Espresso da luglio passa a BFC Media di Iervolino. Abbate confermato direttore

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Il settimanale fondato da Arrigo Benedetti e Eugenio Scalfari, passa dal gruppo Gedi a BFC Media, controllata da Danilo Iervolino. Lirio Abbate confermato direttore

E’ cosa fatta il passaggio de L’Espresso dal Gruppo Gedi a Bfc Media Spa, società quotata allo Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, fondata da Denis Masetti e controllata da Danilo Iervolino. Il 27 giugno è stato infatti firmato il contratto di cessione definitivo, con decorrenza degli effetti dal 1 luglio 2022.

I tempi di chiusura dell’operazione si sono allungati perché è stata necessaria la rinuncia da parte del Governo Draghi all’esercizio della Golden Power (istituito per la salvaguardia degli assetti delle imprese operanti in ambiti ritenuti strategici e di interesse nazionale, tra cui le comunicazioni, ambito in cui rientra L’Espresso) finora condizione sospensiva alla definitiva firma dell’atto di cessione di tre rami d’azienda: il settimanale L’Espresso, il periodico Le Guide de L’Espresso e i relativi asset editoriali e digitali.

Si tratta di un valore complessivo di 4,5 milioni di euro, da corrispondere in due tranche (la prima da 2,8 milioni all’atto del closing, la seconda entro il 31 agosto 2022).
L’accordo prevede che “L’esborso finale potrà subire delle diminuzioni per effetto dei risconti relativi alla vendita di abbonamenti già incassati, ma che produrranno i loro effetti nei prossimi mesi e che il gruppo Gedi trasferirà in capo all’acquirente”, spiega un comuncato di Bfc Media.

Lirio Abbate (Foto Stefania Casellato)

L’operazione è andata in porto attraverso la newco L’Espresso Media Srl, controllata al 51% da Bfc Media e al 49% da IDI di Danilo Iervolino, costituita negli scorsi mesi e già firmataria del contratto preliminare del 5 maggio scorso. L’acquisto è interamente autofinanziato dai soci Bfc Media e IDI.

I rami d’azienda vengono acquisiti senza debiti, né crediti. Nel 2021 il settimanale L’Espesso ha realizzato ricavi per circa 10 milioni di euro, con un EBITDA margin allineato a quello delle testate edite da Bfc Media.

Bfc Media Spa e la controllata L’Espresso Media Srl hanno i Consigli di Amministrazione con gli stessi membri: il Presidente Denis Masetti, l’Amministratore Delegato Marco Forlani e ai Consiglieri Mirko Bertucci, Mario Rosario Miele, Maurizio Milan, Massimiliano Muneghina, Paola Picilli, e Alessandro Mauro Rossi, per rendere fluide l decisioni tra le due realtà.

Come aveva annunciato Iervolino all’inizio della trattativa per l’acquisto, ci sarà continuità nelle scelte editoriali con la conferma di Lirio Abbate alla direzione de L’Espresso, delle redazioni di Roma e di Milano e del parco collaboratori che si integreranno con il sistema multimediale di Bfc Media. Confermato anche l’organico di grafici e impiegati attualmente presenti.

L’EDITORIALE DI LIRIO ABBATE

Fedeli alla tradizione, con un linguaggio digitale


Nuove le sedi delle redazioni: molto elegante quella in Via in Lucina 17 a Roma, con spazio bar per organizzare incontri con i lettori, mentre ultra moderna la redazione milanese in via Galvani 24, al 9° piano del Palacom, dove si sta lavorando per l’allestimento di uno spazio di oltre 400 metri quadrati che ospiterà le tecnologie per la produzione digitale: radio, tv e web.

Bfc Media, (l’anno 2021 16 milioni di Euro, di ricavi consolidati +47% rispetto all’anno precedente), con L’Espresso fa un importante salto qualitativo e organizzativo. Uno dei principali settimanali italiani, fondato nel 1955 da Arrigo Benedetti e Eugenio Scalfari per rappresentare l’Italia progressista, attraverso le grandi battaglie ideali e sociali che ha sostenuto negli anni sui temi della politica, dell’economia e della cultura, negli ultimi anni grazie all’abbinamento con il quotidiano La Repubblica, che continuerà almeno per un anno, ha una diffusione in edicola che supera le 100 mila copie, che si aggiungono ai 50 mila abbonati cartacei e digitali. I dati di readership parlano di oltre 1 milione di lettori. “Un patrimonio da difendere e sviluppare”, dice Denis Masetti, “utilizzando le tecnologie e dando ai lettori una nuova proposta editoriale che tenga conto della storia del giornale, ma che lo renda protagonista di una svolta decisa verso il nuovo”.

Il progetto di Bfc Media per L’Espresso ha bisogno ancora di qualche mese per andare a regime, e prevede il consolidamento delle inchieste che resteranno il cuore e la forza del giornale, e uno sviluppo di nuovi orizzonti informativi , con un aumento di foliazione, e un nuovo progetto grafico.
Il magazine sarà un tassello del sistema multimediale formato da il sito lespresso.it, hub di contenuti, arricchiti quotidianamente, in cui confluiranno i contributi prodotti da una redazione dedicata, a cui si aggiungeranno quelli del settimanale, i podcast e i video. Il Sistema Multimediale de L’Espresso, in pochi mesi, avrà una programmazione di podcast, L’Espresso Radio, una talk radio dove sarà possibile ascoltare dibattiti e confronti, ecc. E una tv, L’Espresso TV, dove seguire sulla piattaforma Sky e su quella del DTT, notiziari, e format di approfondimento.