Sostenibilità leva fondamentale per i turisti italiani

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La metà dei turisti italiani è sensibile alle tematiche ambientali e per questo è disposto a spendere un po’ di più; ma la strada da fare è ancora tanta. Se ne parla in uno dei focus di Enit al Global Youth Tourism Summit organizzato il 1° luglio 2022 dall’Unwto e dal ministero del turismo a Sorrento. Il tema della sostenibilità racchiude molti aspetti concettuali, che declinano la pratica di turismo sostenibile in numerose direzioni in grado di caratterizzare i territori e le imprese.

Come riporta Ansa, gli aspetti segnalati dalla popolazione italiana restituiscono valori di responsabilità sociale, inclusione e attenzione alle comunità locali. Tra le sfide della sostenibilità su cui il turismo dovrebbe puntare appare, accanto alla tutela dell’ambiente e alla gestione efficiente delle risorse e dei rifiuti, anche il rispetto per il patrimonio culturale. “Il 48% degli italiani – spiega l’amministratrice delegata Roberta Garibaldi presentando la ricerca – ritiene il turismo eco-sostenibile molto o abbastanza interessante e per il 47% lo sono anche le relative certificazioni che attestano l’impegno delle aziende nei temi del rispetto dell’ambiente. Il 51% dei turisti preferirebbe alloggiare in una struttura ricettiva sostenibile certificata se a parità di prezzo ed il 15% anche pagando un po’ di più”.

I ragazzi e i giovani sono molto più sensibili all’argomento rispetto alle generazioni precedenti. “I viaggiatori – continua Roberta Garibaldi – sono informati su aspetti ambientali ma non solo. Prima di partire cercano informazioni su aspetti naturalistici, storico culturali, specialità enogastronomiche, artigianato locale, contesto socio-economico”. Su questo tema in Italia c’è un vero e proprio gap generazionale. Ad esempio, alla domanda se preferiscono una struttura sostenibile certificata si va da un “misero” 45% di risposte positive tra i turisti più anziani a un altissimo 75% tra i Millennials e un 67% tra la Generazione Z. L’analisi relativa alla consapevolezza dell’impatto ambientale delle strutture ricettive intervistate evidenzia un buon livello di adozione di pratiche riguardanti sia il riciclaggio dei rifiuti che la riduzione della plastica, pratiche attuate “sempre” nell’assoluta maggioranza dei casi. Anche sulla riduzione di rifiuti e il risparmio idrico si nota un impegno da parte dell’assoluta maggioranza delle aziende, mentre un po’ più faticoso è il ricorso alle energie rinnovabili.

Un’alta frequenza di comportamenti virtuosi è dichiarata, inoltre, dall’assoluta maggioranza delle aziende intervistate rispetto a “incoraggiare comportamenti ecologici dei clienti”, “utilizzare prodotti ecocompatibili”, “ridurre il bucato riutilizzando asciugamani e lenzuola” e “selezionare fornitori rispettosi dell’ambiente”. Solo l’8% delle aziende nell’ultimo anno ha organizzato corsi su sostenibilità e prestazioni ambientali per dipendenti e/o collaboratori e la quota è superiore alla media nelle realtà alberghiere. Mancanza di tempo e motivazione sono i motivi principalmente addotti da chi non ha ritenuto opportuno organizzarli. Un po’ deludente anche l’impegno per il futuro solo il 26% sta pensando di investire in tecnologie di riduzione dell’inquinamento in futuro. Poter misurare l’impatto della propria attività, però, è giudicato importante dall’assoluta maggioranza delle aziende intervistate senza differenze notevoli tra strutture alberghiere e extra alberghiere.