Cultura, Franceschini: aiuta e promuove la crescita del Paese. Da Pnrr 7 miliardi

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Agli ‘Stati Generali della Cultura’ organizzati dal Sole 24 Ore, il ministro torna a parlare di quanto il settore occupi un ruolo di peso per il rilancio dell’Italia

“I governi e i ministri cambieranno, ma non si tornerà alla stagione di marginalità della cultura”. Lo sostiene il ministro della Cultura Dario Fraceschini, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, nell’ambito degli ‘Stati generali della cultura’ organizzati dal quotidiano.

“In questi anni, con l’aiuto di molti, abbiamo cercato di convincere gli altri decisori politici che investire sulla cultura non è solo un dovere costituzionale e morale, ma anche un grande investimento economico, un aiuto alla promozione del made in Italy e alla crescita sostenibile: oggi possiamo dire che si tratta di una battaglia vinta, la stagione dei tagli alla cultura è superata e non tornerà”, ha spiegato.

La cultura e il Pnrr

Le risorse del Pnrr che sono state destinate ala cultura ammontano in totale a 7 miliardi. “Percentualmente e in termini assoluti siamo il Paese che ha stanziato di più”, ha spiegato Franceschini, secondo cui però, “c’è ancora molto da fare”. Spiegando come verranno utilizzati i fondi del piano, Franceschini ha citato il piano di digitalizzazione del patrimonio culturale “che passa attraverso la creazione di una ‘digital library’ italiana che non avrà eguali al mondo”; gli investimenti sul patrimonio culturale ecclesiastico, sul superamento delle barriere architettoniche dei musei, su parchi e giardini, sull’edilizia rurale e soprattutto sui piccoli borghi, “ai quali andranno un miliardo e 40 milioni”. Parliamo – ha concluso Franceschini – di centinaia di borghi abbandonati, quasi del tutto spopolati, specie sulla dorsale appenninica, che possono essere  restituiti a nuova vita nell’era dello smart working”.

L’impegno delle aziende

Franceschini è tornato anche sul tema dell’impegno del mondo privato e in particolare delle aziende sulla cultura, ambito su cui molte realtà produttive italiane si stanno muovendo. “Vorrei che arrivasse il momento in cui una impresa, soprattutto una grande impresa che esporta nel mondo, si vergognasse se non ha destinato una parte dei propri utili al patrimonio culturale del Paese”, ha commentato.

Con la legge che prevede incentivi fiscali per i privati che investono in Cultura, Franceschini ha ricordato che “sono entrati 600 milioni di euro con donazioni piccole e grandi, Sono episodi virtuosi, ma ancora pochi”.
“L’intervento del privati deve essere motivato da una forte vocazione morale e non dall’esigenza di fare profitti”, ha sottolineato Franceschini. “Mi auguro che la cultura del ‘give back’ restituisca al Paese. Seicento milioni sono tanti, ma dovrebbero arrivare cifre ben superiori”.