Pnrr, Colao: 15 miliardi su innovazione. Italia traino per sistema Europeo integrato

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Il ministro fa il punto sull’impiego dei fondi. E pensa a uno ” Schengen del digitale” per l’Europa

“Non solo abbiamo fatto bene e tanto, ma questo è un sistema che se ben realizzato consentira’ all’Italia di essere, nell’arco di 4 o 5 anni, un posto migliore dove vivere e dove poter investire. L’aereo e’ decollato, ha un crew ben rodato, speriamo che tenga la quota. Anzi io dico che dovrebbe tenere la quota”. E’ con queste parole che il ministro dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale, Vittorio Colao ha concluso l’incontro organizzato oggi con la stampa per fare il punto dello stato di avanzamento del Pnrr in materia di digitalizzazione.

15 miliardi già assegnati su digitale e spazio

I numeri stanno tutti dalla sua parte. Per gli obiettivi digitali “il presidente Draghi – ricorda Colao – ci ha assegnato piu’ risorse rispetto a quelle indicate precedentemente. Parliamo di 20 miliardi di euro”, che ne “2023 saranno tutti impegnati”. Nell’arco di un anno, ha annunciato il ministro, sono stati assegnati o allocati circa 15 miliardi di euro: quasi 11 miliardi sul digitale e 4,3 sullo spazio.
“Abbiamo ampiamente dimostrato di essere in grado di “mettere a terra” gli investimenti – ha aggiunto – a dicembre di quest’anno avremo completato tutti i servizi digitali della Pubblica amministrazione del Paese e la sua architettura digitale. Siamo pienamente in linea con tutte le scadenze che ci eravamo dati”.

Italia motore in Europa

Il disegno del Paese che tratteggia Colao è di tutto rispetto, e lo sottolinea con forza, soprattutto nell’ambito dell’Associazione della stampa estera dove è organizzato l’incontro. Basta con una visione retrograda e poco concreta spesso attribuita all’Italia, che al contrario aspira ad essere non solo capofila tra i Paesi della comunità, ma anche traino e propulsore di un sistema europeo integrato.

Sull’internet veloce “l’Italia sarà il primo Paese Ue con il 100% della fibra 5G, con una copertura al 99% della popolazione e il 94% delle reti a banda larga saranno in fibra. Nella scuola abbiamo sperimentato un approccio nuovo, offrendo non solo rete ma anche servizi. Gli investimenti ammontano a 6,7 miliardi, ai quali se ne aggiungono altri 2,2 miliardi da parte di privati”. Tutti i bandi per la connettività sono stati chiusi a meno di un anno dal lancio.
“Ci avanzano 1,2 miliardi – aggiunge il ministro – che rappresentano un buon cuscinetto per fronteggiare eventuali aumenti dei prezzi, ma con i quali, in quota parte, intendiamo finanziare alcuni progetti molto avanzati”.
E sulle preoccupazioni espresse da più parti sulla chiusura dei cantieri, Colao non ha dubbi. “Le aziende del settore stanno potenziando il loro impegno, c’e’ il problema degli investimenti in personale, abbiamo una certa riserva per sostenerle . L’elemento positivo e’ che ora possiamo dare la giusta remunerazione a chi si impegna. Siamo partiti bene, faremo monitoraggio”.

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Progressi per la Pa

Anche per quanto riguarda i progetti nella Pa digitale Colao ci rimanda un quadro di Italia molto più moderno, attento e disponibile di quanto ci si potrebbe attendere. Un dato vale per tutti, spiega. “Il 77% dei comuni italiani ha gia’ richiesto i fondi, come oltre il 60% delle scuole”. Significa che l’esigenza di ammodernamento è diffusamente sentita. E correttamente percepita come volando di crescita. E a chi teme che poi questi fondi possano sperdersi nell’effettivo utilizzo, Colao ricorda l’istituzione di una rete sul territorio, non centralizzata, di verifica. “Stiamo parlando di 300 persone su tutta l’area nazionale preposte alle verifiche, per 5 anni. Siamo gia’ partiti con le assunzioni” assicura.

Il vero nodo della digitalizzazione della Pa è quello del superamento della complessità burocratica. “Ma è una sfida che ci accomuna un po’ tutti in Europa” afferma il ministro. “Dobbiamo offrire strumenti semplici e chiari”. Del resto che non ci siano ritrosie preconcette sono ancora i numeri a dimostrarlo. I servizi digitali della Pa sono piu’ che raddoppiati nel corso di un anno; le identita’ Spid attivate sono passate da 16 milioni di gennaio 2021 a 31 milioni del gennaio 2022, mentre le transizioni su PagoPa sono passate da 185 a 528 milioni nello stesso arco di tempo.

Sanità digitale

Per quanto riguarda la sanità i due pilastri sono costituiti dal fascicolo sanitario e dalla piattaforma per le televisive. Qui il metodo utilizzato, ed esportabile anche per esperienze di altri Paesi europei, basti pensare ad esempio alla Germania, organizzata in Laender, e’ stato quello di impostare una struttura, una architettura a livello nazionale, lasciando poi la sua gestione a livello regionale. Così, in accordo con le regioni si e’ proceduto ad armonizzare la struttura del fascicolo (che deve essere standard nelle caratteristiche, nella portabilita’, nella visibilita’) e sono state avviate due gare per quanto riguarda il capitolo della telemedicina, che dovranno essere assegnate entro marzo 2023.

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“Schengen digitale”

“Anche qui l’obiettivo e’ quello di una piattaforma europea” spiega Colao, che molto punta sul ruolo di traino italiano. Nell’arco di un anno, una anno e mezzo, si dice certo il ministro, “si dovrebbe arrivare a una Schengen digitale europea. Per il momento manca ancora un parametro europeo di riconoscimento reciproco dei documenti digitali”.
Noi siamo già avanti. Anche la patente e la tessera elettorale saranno digitali, nell’ambito del Wallet personale. “Noi sviluppiamo il progetto italiano, il prossimo passo sara’ farlo diventare un progetto europeo” sottolinea. Nel frattempo e nell’attesa il governo e’ al lavoro per estendere agli uffici postali la possibilita’ di consegna delle carte di identita’ elettroniche.

Impegno per la formazione

Per quanto concerne infine la formazione, ci sono circa 500 milioni da assegnare, di cui 350 milioni da erogare a chi e’ capace effettivamente di aiutare le persone a trovare lavoro o migliore le proprie competenze. “Il fondo e’ stato creato, i primi bandi saranno in autunno “ spiega Colao. A queste iniziative si affiancheranno inoltre quelle a sostegno della cittadinanza, di training di massa.

Lo spazio

Sul comparto Spazio il ministro ha ricordato come tutti i fondi sono stati assegnati all’Agenzia spaziale italiana e all’Agenzia spaziale europea. “Puntiamo al rilancio della leadership italiana nei segmenti dello spazio” ha osservato, ricordano poi la collaborazione con CDP per l’erogazione di fondi a piccole imprese innovative nel settore.

A chi infine ha chiesto al ministro come valuti i timori che ad una nuova tornata elettorale tutto l’impianto avviato possa essere messo in discussione se non vanificato, Colao ha replicato di non avere timori in tal senso. “C’e’ un metodo e ci sono regole con l’Europa non derogabili. Il metodo si basa su unita’ di missione che restano per 5 anni e che non hanno connotazioni politiche, vanno oltre agli schieramenti politici che vincono o meno le elezioni. Il metodo e le regole fanno la differenza”.