Dma e Dsa, plauso da editori. Levi: passi per un mercato equilibrato

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Tra le norme introdotte con i nuovi pacchetti digitali, apprezzato soprattutto l’obbligo di condivisione dei dati di vendita da parte delle piattaforme come Amazon

Un passo avanti per un “mercato più giusto ed equilibrato”. Sono le prime parole co cui Ricardo Franco Levi, presidente Aie, ha commentato con favore l’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento europeo dei due regolamenti Digital Markets Act (DMA) e Digital Services Act (DSA).
Una soddisfazione che l’associazione degli editori ha condiviso con la Federation of European Publishers (FEP), di cui lo stesso Levi è vicepresidente.

Obblighi e divieti per le piattaforme

Tra le misure introdotte, gli editori considerano molto positiva la scelta dell’Unione Europea di imporre nuovi obblighi alle maggiori piattaforme online, tra cui Amazon. In particolare: l’obbligo di condivisione dei dati di vendita con i propri ‘business users’ (nel caso di Amazon gli editori); il divieto di favorire propri contenuti/prodotti in vendita sulla piattaforma rispetto a quelli di soggetti terzi che utilizzano la piattaforma come market place. E ancora il divieto di applicare la ‘Most-Favoured-Nation clause’, ovvero la clausola che obbliga ogni soggetto terzo a offrire alla piattaforma le condizioni migliori rispetto ai concorrenti.
Infine nuovi obblighi in materia di interoperabilità dei contenuti. Aspetto ritenuto “cruciale” nel mercato degli ebook.

Levi: importante la condivisione di dati

“Anche grazie al lavoro di AIE e di FEP all’interno delle istituzioni europee, è stato fatto un passo in avanti importante per la creazione di un mercato più equilibrato e competitivo attraverso la limitazione dello strapotere delle piattaforme”, ha voluto rimarcare Levi.
“Di particolare importanza è per noi l’obbligo di condivisione dei dati di vendita: viviamo in una società che si basa sull’analisi dei dati e rendere tali dati consultabili da tutti gli attori del mercato editoriale è fondamentale per garantire lo sviluppo della libera concorrenza e rendere gli editori capaci di cogliere tutte le opportunità offerte dal digitale”.