Lorenzo Sassoli de' Bianchi

Upa, Sassoli chiede misure di sostegno ai mezzi di qualità e ai consumi

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S’intitola ‘Rigenerazioni’ l’appuntamento indetto da Upa a Milano. Il presidente dell’associazione, Lorenzo Sassoli de Bianchi, ha fatto il punto sul mercato e anticipato i contenuti alla stampa: 2022 a -1%, ma per ripartire nel 2023 gli spender suggeriscono al governo di defiscalizzare gli investimenti in pubblicità e azzerare l’Iva su 200 prodotti essenziali per le famiglie. Dazn sarà misurata presto da Auditel, almeno all’inizio…

E’ tornato allo Strehler di Milano, in presenza, dopo le soste forzate imposte dal covid nel 2020 e nel 2021. Ma anche l’appuntamento del 2022 di UPA si è svolto in un contesto complicato. “Le difficoltà sono note” ha esordito il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi nel consueto incontro con la stampa prima dei lavori pomeridiani. Sassoli ha accennato sinteticamente alle criticità prevalenti. A partire da “la guerra che non si sa come va a finire e l’inflazione che noi prevediamo supererà il 10% alla fine dell’anno”. Con l’inflazione, in particolare, che non è generata dalla domanda esuberante, ma dall’aumento del costo delle materie prime e dell’energia e dalla speculazione.

Di fronte ai problemi responsabilità e stabilità innanzi tutto. La pubblicità? Non si taglia più…

“Le aziende che investono – ha cominciato il presidente di Upa – sono vittime di questa situazione, su cui possono fare poco. I costi stanno aumentando in maniera molto significativa. Ma per quanto ci riguarda, nella dialettica dei rapporti con la grande distribuzione, stiamo tutti cercando di fare la nostra parte per evitare che i prezzi al consumo crescano troppo. Lo facciamo sacrificando la nostra marginalità, sia lato imprese che lato distribuzione. Alla fine dell’anno faremo tutti dei bilanci peggiori, inevitabilmente, ma responsabilmente. Perché ci rendiamo conto che non possiamo ribaltare l’aumento dei costi sul consumatore”.

Come andrà il 2022

Gli investimenti pubblicitari? “In queste condizioni di contesto la tentazione di tagliarli, come si sa, è storicamente stata sempre molto forte. Ma quest’anno non sarà così. Chiuderemo – così dice la nostra survey interna – al -1%. Con una sostanziale stabilità. Vuol dire che le imprese hanno capito che la pubblicità non è un costo variabile. Sanno che tagliando gli investimenti s’indeboliscono marchi, prodotti e servizi e nel medio lungo termine si paga dazio e con possibilità di recupero che poi diventano molto onerose”.

Il mercato chiuderà in positivo i primi sei mesi dell’anno. Tra i mezzi – ha elencato Sassoli – la tv si colloca in una linea mediana di resistenza, la Radio e l’Esterna sono in recupero post covid, il digital cresce. Il Cinema? “Gli investimenti in questo comparto sono esigui. In generale, il cinema fruito nelle sale è in forte crisi e avrebbe bisogno di un sostegno pubblico, ma si tratta di un problema complesso”.

L’andamento per settori è contrastante. “Il settore auto è in forte contrazione degli investimenti, perché non dispone del prodotto da vendere. L’alimentare è in frenata per i rincari delle materie prime, mentre sono vivaci gli investimenti di settori come quello per la cura per la persona, il turismo, la grande distribuzione, i media, l’e-commerce, l’abbigliamento”. Il presidente ha raccontato che ci sono imprese che stanno lavorando su due o tre budget diversi. Ma il 2022 sarà un anno di tenuta e di responsabilità. Per tutti. “Anche i mezzi, con noi e la Gd, stanno lavorando per evitare un crollo dei consumi e la recessione” ha ribadito Sassoli. Che sposta sull’anno venturo le criticità più severe.

Consigli per la ripresa e il governo: un bonus per la pubblicità sui mezzi di qualità e l’Iva azzerata su 200 prodotti

“La nostra preoccupazione riguarda il 2023, in cui molti nodi arriveranno al pettine” ha detto il capo degli spender. Sassoli così ha lanciato due proposte al governo. Per aiutare gli investimenti pubblicitari UPA suggerisce in primis un bonus fiscale sugli investimenti. “Non diamo noi le percentuali, perché dovremmo chiedere il 100%. Sarebbe importante che il governo mettesse in campo una cifra importante per aiutare i mezzi che potrebbero soffrire di più, a partire dall’editoria di qualità, che svolge pure una fondamentale funzione sociale in un periodo in cui l’informazione seria è un elemento fondamentale della democrazia”. Sassoli, quindi, non indica quali mezzi sostenere di più, ma si aspetta che le misure non aiutino chi va già bene, come gli OTT. Oltre al bonus più esteso sugli investimenti (che adesso esiste ma riguarda solo quelli incrementali), UPA suggerisce al governo anche un’altra misura di salvaguardia. E cioè quella di “azzerare provvisoriamente l’IVA su 200 beni di prima necessità”.  Anche in questo caso gli spender non definiscono loro la lista dei prodotti, ma pensano che sia l’esecutivo a dovere determinare su quali beni intervenire per difendere il potere di acquisto delle famiglie ed i consumi.

Il nuovo sistema delle Audi è pronto abbiamo girato il progetto all’Agcom

Ad un anno dalla richiesta di Agcom – che in due delibere successive aveva delineato i principi a cui attenersi – Upa e la industry della comunicazione nel suo complesso il primo di giugno hanno inoltrato all’authority guidata da Giacomo Lasorella (ospite dell’incontro) il progetto di ridefinizione del sistema di ricerche ufficiali. Ha dichiarato sul tema Sassoli: “Lo abbiamo definito con il placet di tutti i soci di tutte le ricerche. In concordia. Prevede la fusione tra Audiweb ed Audipress, però con dei dettagli e delle technicalities che non posso rivelare nel dettaglio per rispetto dell’authority che li sta ancora analizzando. Posso dire che ci sarà un Audi ‘video’ televisiva, Auditel, e poi un Audi digitale, che non ha ancora un nome”.

Giacomo Lasorella
Giacomo Lasorella

Le polemiche su Audicomm, nata e poi spirata prematuramente? “Direi che abbiamo superato le incomprensioni dell’anno scorso, equivoci e diffidenze. Ci sono ancora dei passaggi da fare dopo le osservazioni dell’Agcom e poi perché ci sono delle cose più tecniche che devono essere definite. Ma ci sono già attivi dei tavoli che stanno lavorando in questa direzione e sono ottimista.” ha osservato Sassoli. Che ha previsto: “Penso che nel gennaio dell’anno prossimo possa nascere la nuova architettura delle Audi e che per quella data avremo risistemato tutto il sistema”. Rispondendo alle richieste di chiarimento dei giornalisti, più in particolare, Sassoli ha spiegato che nel nuovo equilibrio delle Audi, Auditel avrà il compito di monitorare il mondo dei video e quello televisivo. Mentre l’indagine che nascerà dalla fusione di Audiweb e Audipress si occuperà anche di questo versante, ma con un focus più segnatamente digitale.

Dazn ricomincia da Auditel

Le due indagini citate “collaboreranno tra loro in maniera elastica”. E che saranno gli editori stessi a decidere da quale ricerca delle due è più congruo farsi dare le proprie stime. Dazn? “Penso che in questa prima fase, visto che il campionato parte il 13 di agosto, sarà rilevata da Auditel” ha commentato il presidente.

Per Sassoli il tema dell’autorevolezza e della credibilità è per le aziende molto importante. “Almeno tanto quanto quello della sostenibilità”. Così il presidente si aspetta che ora le marche torneranno con convinzione a guardare agli investimenti nella cultura.