Giancarlo Giorgetti (foto Ansa)

Rai, Giorgetti: 11 obiettivi per il futuro. Necessario attirare i giovani

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Aggiornando la commissione sull’atto di indirizzo per il prossimo contratto i servizio, Giorgetti ha parlato anche di Rai Way. “No a una privatizzazione per far cassa”

Mattinata di audizione in commissione di Vigilanza per il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. L’intervento era stato richiesto per aggiornare la bicamerale sul processo che ha portato alla pubblicazione dell’atto di indirizzo del Consiglio dei ministri per la definizione delle linee guida sul contenuto del prossimo contratto di servizio 2023-2028 e che vede ora, come prossimo passo, la pubblicazione delle linee guida stesse, d’intesa tra il ministero dello sviluppo economico e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’atto d’indirizzo

Tre ambiti

L’atto di indirizzo per la definizione delle linee guida sul contenuto del contratto di servizio 2023-2028 che il Consiglio dei ministri ha deliberato il 17 maggio, nel dettaglio, si è mosso nell’ambito di tre indirizzi prioritari: “la necessità di garantire la sostenibilità economica, con un’espressa indicazione rispetto ai profili dell’efficienza aziendale e della razionalizzazione della spesa”; “la necessità che il contratto di servizio abbia un respiro pluriennale, attraverso una ri-definizione della missione del servizio pubblico nell’ottica delle mutate esigenze della cittadinanza”; “le necessità che gli obblighi assunti nel contratto di servizio siano più cogenti e dunque che vengano misurati attraverso l’introduzione di obiettivi e il potenziamento degli strumenti e degli organi di verifica”.

Attenzione alle spese

In questa prospettiva, “sono previste alcune raccomandazioni preliminari”. La prima, “riguarda l’invito al ministero dello sviluppo economico  – ha spiegato Giorgetti – di valorizzare, per quanto di propria competenza, la coincidenza temporale tra la redazione del primo schema di contratto di servizio e il piano industriale della Rai”. La seconda, “diretta a sensibilizzare ciascun ministro a effettuare una ricognizione delle risorse del Pnrr, cui Rai potrebbe accedere, con particolare riguardo a turismo, scuola, trasformazione digitale, formazione e cultura”. La terza, “come ha peraltro confermato l’amministratore delegato della Rai nella sua audizione in Vigilanza, l’impegno della Rai  – ha sottolineato il ministro – di destinare alle attività proprie del servizio pubblico tutte le risorse eventualmente derivanti da operazioni straordinarie, per intenderci, nel caso della ipotizzata cessione delle quote di Rai Way”.

Inoltre, “è espressamente previsto nell’atto di indirizzo che la Rai dovrà perseguire un’efficace razionalizzazione della spesa e – ha spiegato Giorgetti – dovrà proseguire sulla strada della separazione contabile per assicurare trasparenza e monitoraggio delle attività finanziate con il canone”.

11 obiettivi

“Alla luce dell’evoluzione del mercato, e in considerazione della crescente domanda di informazione da parte dei cittadini, con l’atto di indirizzo si è voluta valorizzare la funzione fondamentale del servizio pubblico radiotelevisivo nell’accompagnare il processo di trasformazione in corso, conferendo un particolare risalto alle tematiche e ai valori che stanno suscitando grande interesse nella popolazione e in particolare nelle giovani generazioni, tra i quali: la sostenibilità ambientale, lo spirito di appartenenza all’Unione europea, la salute e il benessere fisico, l’inclusività e il contrasto delle discriminazioni”.

Da qui, nel testo sono indicati 11 obiettivi strategici “che la Rai dovrà assicurare”. Che sono: “accelerare la trasformazione della Rai in digital media company; accrescere la qualità dell’informazione secondo criteri di completezza, equilibrio, responsabilità, imparzialità, indipendenza e pluralismo; attrarre e fidelizzare il pubblico giovane; trasmettere, promuovere l’Italia nel mondo e diffondere i valori culturali e civili del Paese e dell’Ue; diffondere e incoraggiare lo sport e gli stili di vita sani; accrescere le competenze del pubblico su transizione ambientale e digitale; assicurare un rafforzamento degli obblighi di accessibilità e inclusività; contribuire alla promozione della parità di genere e delle pari opportunità; sostenere lo sviluppo dell’industria audiovisiva nazionale; rafforzare il ruolo e l’evoluzione tecnologica del servizio pubblico radiofonico; ottimizzare la capacità trasmissiva e il livello di copertura delle reti Rai”.

“Chiaramente, l’atto di indirizzo, ha concluso il ministro, prevede poi ulteriori azioni e impegni che dovranno poi essere declinati nel contratto di servizio. Da ultimo, per assicurare la cogenza degli impegni assunti con il contratto di servizio, l’atto di indirizzo richiama espressamente l’adozione di obiettivi misurabili, la fissazione di KPI e di strumenti per la misurazione periodica della qualità”.

Rai Play e i giovani

Per alcuni di questi obiettivi, Giorgetti ha inserito anche alcune riflessioni. Per esempio sul passaggio a media company, il ministro ha definito particolarmente importanti gli impegni per migliorare RaiPlay, investendo nella ricerca e sviluppo, con “sinergie con la scuola” e conferendo “centralità al sito internet, che oggi non è tra i siti di riferimento degli italiani”.

“Abbiamo voluto che la Rai investisse per recuperare quel pubblico giovane che, pur se geneticamente lontano dalla tv tradizionale, è fondamentale per il servizio pubblico di oggi e di domani” ha detto a proposito della possibilità di allargare il pubblico. “Sotto una certa età credo che la Rai sia sostanzialmente una sconosciuta. Questo è evidentemente un problema. Ed è chiaro che la Rai dovrà impegnarsi tantissimo e per fare questo serve una capacità di tipo imprenditoriale e manageriale, ma servono anche le risorse”, ha osservato Giorgetti.

Risorse interne

Sul tema dell’informazione Giorgetti ha invitato l’azienda a “utilizzare le professionalità interne; a valorizzare il ruolo delle donne, sia nell’ambito delle scelte aziendali, sia nei contenuti prodotti; a migliorare la qualità dei programmi di approfondimento, senza moltiplicare i centri di spesa attraverso la segmentazione editoriale e a fare in modo che anche i conduttori non giornalisti si attengano ai principi di competenza e professionalità del trattare gli argomenti di interesse per gli italiani”.

Rai Way: no a privatizzazione per fare cassa

Oltre al contratto di servizio, Giorgetti ha parlato di altre problematiche di rilievo per la Rai, come quello relativo alla vendita di quote nella controllata Rai Way, la società delle torri tv di cui ora detiene il 65, scendendo fino al 30%. Secondo il ministro “l’approccio non può essere quello della privatizzazione per fare cassa, in stile anni ’90”. Ma, ha specificato, “è evidente che la Rai con le sue risorse non riesce a sviluppare certe linee di indirizzo”.

“Il controllo pubblico deve rimanere, ma dobbiamo trovare la forma per fare affluire delle risorse in Rai, che possano permettere di sviluppare tutto il piano industriale relativo anche al digitale”.
“Per mantenere il controllo pubblico sulla struttura e far affluire risorse in Rai, già si sono sperimentate nel corso della storia delle formule, con l’intervento di soggetti che hanno comunque il controllo pubblico pur non essendo soggetti pubblici, come Cassa depositi e prestiti, e che possono assolvere questo ruolo”, ha spiegato il ministro.

Trasferimento delle frequenze

“Quanto al trasferimento sulle frequenze rimangono delle situazioni di difficoltà in particolare in alcune zone montane”, ha detto Giorgetti, segnalando le soluzioni messe i campo dal suo ministero.
“Arriverà in Parlamento una proposta del Mise, per finanziare la possibilità di coprire queste zone con incentivi e contributi alle comunità sul satellitare. E’ una questione di giorni. Cercheremo di riuscire a coprire la totalità degli italiani”.

Il ministro ha anche sottolineato come il trasferimento abbia avuto successo, nonostante le difficoltà tecniche, a fronte di una operazione “che non era affatto facile”.