Mario Lorini (foto Ansa) e Giancarlo Leone

Crisi cinema, scontro Anec-Apa su finestre di esclusiva per le sale

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Ci si è messa anche la politica che propone 180 giorni nei cinema prima di poter approdare sulle piattaforme audiovisive

Si sta scaldando il dibattito sulla lunghezza delle finestre di esclusiva theatrical per i film nelle sale, dopo che senatori di vari partiti (fra gli altri FI, Pd, Leu, Iac, ipf e Gruppo Misto) hanno presentato una mozione per tutelare l’attività delle sale cinematografiche, messa a dura prova dall’emergenza Covid e dalla trasformazione del sistema di distribuzione. Proponendo anche una “finestra” di 180 giorni per tutti i film a protezione dell’uscita in sala per i prossimi tre anni, soluzione che andrebbe incontro alle preoccupazioni dell’Anec, l’ associazione degli esercenti cinematografici italiani.

La posizione di Apa

Martedì è intervenuto con una dichiarazione molto netta contro “la finestra” il presidente dell’Apa, associazione dei produttori audiovisivi, Giancarlo Leone, allarmato per l’impatto che potrebbero avere sul mercato i tempi dilatati di uscita. “Il rischio, sostiene Apa, è che l’approvazione di nuove norme “restringerebbe seriamente le potenzialità di mercato delle opere audiovisive e cinematografiche con effetti gravi per il finanziamento e la distribuzione delle stesse”. Proponendo di conseguenza “una finestra di esclusiva per le sale di 15 giorni”. 

La replica da Anec

La posizione di Apa non è per niente piaciuta a Mario Lorini (nella foto, a sinistra), presidente dell’Anec, mobilitata per “la salvaguardia del valore sociale, culturale ed economico delle sale cinematografiche”.
Lorini sostiene che  “il tema delle window ci sta portando via troppo tempo. La questione andava chiusa lo scorso anno, quando si era già profilata una convergenza sui 90 giorni di prima finestra tra cinema e piattaforme”.
Facendo poi la lezione al ministro Franceschini sulle cose su cui sarebbe utile focalizzarsi: “Sono tanti gli argomenti e le azioni su cui mettersi a lavorare tutti assieme, operatori del settore e istituzioni”, dice il presidente di Anec.
Per arrivare a contestare le dichiarazioni “riduttive e fuori contesto” del Presidente di Apa: “la voce di una categoria che non crea prodotti per la sala né alla sala si rivolge con i contenuti del segmento audiovisivo che rappresenta”.

La risposta

Giancarlo Leone non ha perso tempo a rispondergli. “Segnalo ad Anec che la gran parte degli associati Apa sono anche produttori di film per le sale. Spero di non avere fatto uno scoop ma è cosi, e dunque parliamo anche a nome loro”.
E insiste: “Non a caso il Ministro Franceschini ha convocato recentemente una riunione delle associazioni più rappresentative del settore per parlare proprio del tema finestre e Apa e Anec erano sedute accanto ed hanno fatto le loro proposte. Non è Anec a decidere chi possa intervenire o meno su temi che riguardano l’intera filiera produttiva dell’audiovisivo e del cinema”.

Leone coglie l’occasione anche per sottolineare come “per quanto riguarda il problema dei cinema deserti, si continui a rimuovere il problema centrale, e cioè la bassa qualità di molti prodotti che è alla base della crisi dei film nelle sale. Perchè non si parla anche di questo oltre che di sole finestre?”