Piccole società e alta presenza femminile. Com’è il mercato della comunicazione?

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Secondo un’analisi dell’Università di Pavia con Una, il settore ha una maggior concentrazione al Nord. Dopo la pandemia cresciuti clienti e servizi, ma non il fatturato

Circa 15 miliardi di euro di fatturato nel 2020, 10.600 imprese prevalentemente localizzate a Milano e Lombardia, con un totale di 26.000 addetti. E’ l’ultima fotografia del mercato della comunicazione tracciata dal primo Osservatorio Una (Aziende della Comunicazione Unite) in collaborazione con l’Università di Pavia.

Mercato di piccole imprese, al femminile

Dall’analisi emerge un mercato formato soprattutto da piccole imprese (85%). La stragrande maggioranza delle imprese ha piccole (da 3 a 5 dipendenti oltre il 40%) o piccolissime dimensioni (meno di 3 dipendenti quasi il 45%). I soggetti di medie e grandi dimensioni (più di 50 dipendenti) rappresentano poco meno dell’1%, anche se queste ultime producono oltre la metà (57%) del fatturato complessivo del comparto.

La presenza femminile tra le aziende di comunicazione è superiore alla media nazionale: 54,6% rispetto al 42%. Le donne sul totale nel 2020 sono il 54,6%, anche se fanno fatica a raggiungere posizioni apicali.

Dove in Italia

L’analisi registra un settore molto Milano-centrico, con oltre il 47% delle imprese insediate. Seguono il polo romano (11%), quello dell’area torinese (8%) e quello veneto (5%).
In particolare, i Centri Media sono particolarmente concentrati in Lombardia (67%), mentre il settore delle PR appare diviso fra l’area milanese, che presenta comunque la maggioranza relativa (47%), e quello romano (22%).
Il comparto è sotto-rappresentato nelle regioni del Sud, con l’eccezione pugliese (4%).

Con pandemia più clienti, ma il fatturato non è cresciuto

Con il covid sono aumentati servizi e clienti. Circa il 25% delle imprese con la pandemia ha incrementato nuovi servizi che si concentrano nel mondo digitale e riguardano per l’80% competenze in area social media management, e in misura minore (53%) SEO e più in generale digital communication (74%) mentre il 65% delle aziende ha aggiunto anche servizi di produzione audio e video.

Quasi la metà degli intervistati (48,5%) dichiara che il numero di clienti con cui ha lavorato fra il marzo 2020 e il marzo 2021 è aumentato significativamente (almeno del 10%). Per il 33 % è rimasto stabile, mentre per il 18,5% si è contratto significativamente.

Alla crescita del numero di clienti, tuttavia, non corrisponde una crescita di fatturato. Solo il 6% dichiara nello stesso periodo un aumento significativo di fatturato, mentre una azienda su cinque (20,3%) ha avuto una perdita non ancora recuperata.

I professionisti richiesti

Si cercano professionisti più ibridi nella comunicazione, che arrivano anche dall’ingegneria, dalla grafica, dalla statistica.
I profili più ricercati sono: progettazione e gestione di piattaforme digitali (42%), gestione dei social media (37%), ottimizzazione Seo e sem (31,5%), analisi dei dati e in particolare dei big data (31,4%).